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tomba egizia - partic.

tomba egizia - partic.

Dalya Alberge riferisce sui dettagli della sconfitta subita dagli antichi Egizi, da parte di un’altra superpotenza del Nilo, e su come tali dettagli siano stati tenuti nascosti. Continue reading »

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Un cucciolo di alieno vivo sarebbe stato trovato da un contadino nel 2007. Lo strano essere – racconta la televisione messicana – con lo scheletro da lucertola e con una grande testa si trovava in un fossato e l’uomo, Marao Lopez, cercò per ore di annegarlo tenendolo sott’acqua. Dopo due anni di test, gli scienziati hanno dichiarato di non aver mai visto nulla di simile. Intanto, Lopez è morto in un misterioso incendio della sua auto.

baby_alieno_messico-2007

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Letture Totali 1797 

ERA  EXTRATERRESTRE”: il Col.Charles I. Halt conferma che l’oggetto
che atterrò a Benwaters nel 1980 era extraterrestre.

ukbentbeamhaltbyjanroth

Ci tengo a chiarire che l’Ufo che vidi
era un veicolo strutturato che si muoveva sotto controllo intelligente
e che operava aldilà di qualsiasi cosa io abbia visto prima e dopo allora.
I sono convinto che l’oggetto che ho visto da breve distanza era di origine
extraterrestre  e che i servizi di sicurezza inglese ed americani era e sono
complici nel tentare di capovolgere il significato di quanto accadde
a Rendlesham tramite l’utilizzo di collaudati metodi di disinformazione
”.

Questa è la dichiarazione che il Colonello  Charles I. Halt, ex comandante della base di Bentwaters, ha rilasciato il 17 luglio di quest’anno.
I fatti risalgono al dicembre del 1980 quando le tensioni per la guerra fredda erano ancora lontane dall’attenuarsi. In questo contesto si colloca la presenza americana sul suolo Inglese nella base della RAF a Bentwaters, tra le foreste di Rendlesham.
La notte del  28 dicembre, l’allora vice-comandante della base, colonello Halt fu testimone assieme ad una dozzina di altri membri della base, di quello che in seguito venne considerato il più attendibile episodio ufologico in cui siano stati coinvolti militari in servizio.
Due notti prima John Burroughs, aviere di prima classe, ed il sergemte Bud Steffens, avevano scorto delle luci anomale colorate sorvolare gli alberi ad est dell’entrata della base. Durante il tragitto per avvicinarle furono a loro volta avvicinati da un altro oggetto luminoso.
Tornati alla base riferirono del loro avvistamento al responsabile della sorveglianza che inviò altri due militari in supporto. Il sergente Jim Penniston e Ed Cabansag, assieme a  Burroughs si recarono nuovamente sul luogo dell’avvistamento. A causa delle pessime condizioni della strada abbandonarono il mezzo e si diressero verso gli alberi al limitare del bosco.
Dapprima una luce si alzò sopra le cime degli alberi ed i militari si gettarono a terra per proteggersi poi proseguendo riuscirono a scorgere un veicolo di forma triangolare posato al suolo. Penniston fu quello che si avvicinò di più, fino a toccare l’oggetto che descrisse fatto di un materiale duro e vetroso. Su questa superficie vetrosa fu persino in grado di distinguere alcuni simboli, che si premurò di annotare su un taccuino. In realtà l’esperienza, che coinvolse sopratutto Penniston e Burroughs, ebbe molti altri risvolti che coinvolsero un periodo di missing time ed un apparente contatto telepatico.
Il 28 dicembre, dopo due giorni, le luci tornarono nella foresta di Rendlesham. Poiché il primo era confermato da molteplici ed affidabili testimoni, fu preso in seria considerazione e furono redatti rapporti ufficiali. Per questo motivo quando gli oggetti vennero nuovamente segnalati nelle vicinanze gli ufficiali della base vollero indagare personalmente. Tra questi il vice comandante Halt.
Il gruppo di militari si recò sul luogo dell’avvistamento ed anch’essi avvistarono quelle stesse misteriose luci. Il colonello Halt riportò di aver osservato, assieme agli altri militari, un oggetto luminoso di forma cangiante da quale si separarono altri cinque oggetti più piccoli. Uno degli oggetti inoltre proiettava un raggio di luce bianca coerente verso il terreno, nei pressi del area di stoccaggio delle armi. ( Non è mai stato confermato ma probabilmente la base conteneva testate nucleari ).
La dichiarazione che trovate all’inizio dell’articolo è stata rilasciata solamente quest’anno, 29 anni dopo grazie al lavoro del ricercatore inglese  Gary Heseltine.  Halt si alla fine convinto che era giunto il momento di prendere una posizione definita riguardo all’episodio del 1980. I due si erano conosciuti durante la realizzazione di un documentario.
L’incidente di Bentwaters assume quindi una ulteriore rilevanza poiché corroborato da dichiarazioni ufficiali di diversi testimoni militari.

Sul prossimo numero di Tracce d’eternità troverete un resoconto completo dell’incidente e delle implicazioni che da esso si possono sviluppare.

Gianluca Rampini.

fonte: www.earthfiles.com

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Palacio de las Acanaladuras (Tikal)

Palacio de las Acanaladuras (Tikal)

Una nuova risposta all’enigmatica fine della civiltà Maya giunge da oltreoceano: il paleobotanico David Lentz (University of Cincinnati) e la sua equipe hanno studiato le costruzioni in legno dei palazzi e dei templi della città maya guatemalteca Tikal, dimostrando che la ragione principale del decadimento di questa gloriosa civiltà, incominciato nel IX sec. dopo Cristo, fu l’esaurimento delle risorse naturali.  Continue reading »

Letture Totali 354 

Un mito che potrebbe essere realtà. La grande civiltà tramandata dagli Egizi e raccontata da Platone fu travolta da un enorme tsunami, per la prima volta nella storia delle ricerche su Atlantide i maggiori esperti sembrano finalmente d’accordo su questo punto centrale. «Le due tesi principali oggi in concorrenza su quale fosse l’Atlantide di Platone sono Santorini, nell’Egeo, e Donana, sulla costa atlantica spagnola, e in entrambi i casi gli esperti sono ormai orientati a credere che venne distrutta da un grande tsunami», dice Rainer Kuehne.

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Letture Totali 451 
Moai

Moai

La notizia, che apprendiamo dal portale ENIGMA dell’amico Enrico BACCARINI, è la recente scoperta, sull’Isola di Pasqua, zona est, di un reticolo di caverne lungo più di 6 chilometri. A partire dal 2005 e fino a qualche mese fa una spedizione composta da archeologi dell’Università del Cile e da speleologi spagnoli della Società Antxia Alfonso Bilbao ha ispezionato 45 caverne laviche, una delle quali risulta la più ampia finora individuata sull’isola, svelando una complessa rete di grotte collegate tra loro da numerosi cunicoli. Continue reading »

Letture Totali 294 

sole e giove-caldo

Individuato nel sistema extrasolare, è uno dei sistemi cosiddetti “Giovi-caldi”. Ma non rispetta le leggi fisiche che li governano. E la ricerca si mette in discussione

Il sistema extrasolare è sempre più affollato. Un gruppo di astrofisici ha scoperto WASP-18b, un pianeta appartenente alla cosiddetta categoria dei “Giovi-caldi” che possiede una massa 10 volte superiore a quella di Giove e un periodo di rivoluzione inferiore a un giorno. Queste eccezionali proprietà mettono in discussione tutta la fisica che finora aveva descritto i cosiddetti Giovi-caldi, come spiegano sulle pagine di Nature i ricercatori coordinati da Coel Hellier, della Keele University (UK).

I Giovi-caldi sono pianeti del sistema extrasolare che orbitano molto vicino alla loro stella madre, dalla quale si sono originati. Numeri alla mano, mentre la Terra dista ben 150 milioni di chilometri dal Sole, i Giovi-caldi possono trovarsi anche a soli 4,5 milioni di chilometri dalla loro stella. Pianeti e stelle costituiscono una sistema binario in cui operano interazioni di diversa natura. Tra queste, ci sono le forze mareali, in grado di modificare orbite e periodi dei componenti del sistema. Secondo la teoria delle forze mareali applicata ai sistemi Giovi-caldi, i pianeti si avvicinano progressivamente alla loro stella madre sino alla distruzione. La velocità della “caduta” dipende dalla massa del pianeta, dal raggio della sua orbita e dal coefficiente di dissipazione mareale Q, ovvero il rapporto tra l’energia effettiva della stella e quella persa a causa dell’azione delle forze mareali. In base ai risultati di precedenti misurazioni, Q dovrebbe aggirarsi intorno a 105-106.
Se questa stima fosse esatta, i ricercatori hanno calcolato che WASP-18p avrebbe una vita molto più corta della sua stella madre, WASP-18. Le possibili spiegazioni a questa apparente contraddizione sono due: o i calcoli effettuati per WASP-18 sono errati e la stella ha un’esistenza eccezionalmente breve, o il suo coefficiente Q è molto più elevato di quanto si pensasse, nell’ordine di 109. Solo in questo caso, infatti, pianeta e stella madre vivrebbero nel medesimo arco di tempo. In entrambi i casi, i ricercatori ammettono la necessità di riconsiderare tutta la fisica dei sistemi Giovi-caldi. In quest’ottica, WASP-18p è un pianeta di straordinaria importanza sia per studiare le dinamiche di questi speciali sistemi binari, sia per conoscere la composizione del nucleo delle stelle, dato che il valore di Q è funzione della dissipazione di energia a opera delle forze mareali. (m.s.)

Fonte: Nature doi:10.1038/nature08245

Letture Totali 290 

Città del Messico. Chiusa alla visita dal 2004, per non danneggiarne lo stato di conservazione, la Tomba di Pakal, a Palenque, Chiapas, può essere ora visitata virtualmente tramite Internet da Agosto 2009. L’accesso alla camera funeraria del re Maya K’inich Janaab Pakal è stato programmato sul sito del National Institute of Anthropology and History (INAH): http://culturainah.org/panorama360/palenque e tramite il sito ufficiale dell’ INAH, web page www.inah.gob.mx.

Considerata una delle più importanti scoperte archeologiche del sec. XX in America, la camera sepolcrale si trova nel Tempio delle Iscrizioni e fu scoperta il 15 giugno 1952 dall’archeologo francese Albert Ruz Lhullier (1906-1979).

Al Museo di Palenque esiste una replica esatta della tomba e del suo contenuto.

La decisione di bloccare l’accesso del pubblico fu presa dopo aver constatato la deteriorazione dei resti archeologici, che cominciava a verificarsi in media dopo 50 anni di visite. Oggi, la camera funeraria presenta un eccellente stato di conservazione.

I resti di Palenque e dell’altra zona archeologica di Yaxchilan possono oggi essere visitati tramite strumenti multimediali. La pagina web include una vista panoramica a 360° che permette di ammirare ogni edificio delle due città Maya in ogni dettaglio, fornendo inoltre informazioni geogradiche, storiche, fotografie e mappe.

Palenque fu abitata tra il 100 a.C. ed il 900 d.C. Dopo le scoperte archeologiche di Albert Ruz Lhullier nel 1952 e la scoperta della tomba di Pakal, nel 1994 Arnoldo Gonzalez trovò la Tomba della Regina Rossa, forse madre o moglie di Pakal.

La visita virtuale di Palenque percorre l’interno e l’esterno dei templi De La Calavera, De La Reina Roja, De Las Inscripciones, El Palacio, Grupo de las Cruces, degli edifici XIX e XII e del campo della Pelota.

La visita virtuale di Yaxchilan descrive l’eccellente posizione di tale città, presso il Rio Usumacinta. Si possono poi ammirare la Gran Piazza, gli edifici XX e XXI e le strutture 19, 39, 40 41 e 45.

Yaxchilan fu abitata tra il 350 ed il 810 d.C.

Altre visite virtuali sul sito web dell’INAH sono quelle di Teotihuacan, Chichen Itza, Yucatan, e Tehuacalco, Guerrero.

fonte: artdaily.com

http://culturainah.org/panorama360/palenque/

Letture Totali 395 
Immagine anteprima YouTube

I ricercatori dell’Università di Padova hanno trovato l’antico porto del I secolo a.C, ancora sepolto  alle spalle della laguna. L’insediamento romano, all’intersezione delle antiche via Annia e Augusta, appare nelle foto come una piccola Venezia. Nelle immagini appaiono i contorni dettagliati delle mura della città,  monumenti, teatri, edifici e strade, oltre a una complessa rete di fiumi e canali, prova dell’ingegno degli antichi abitanti per dominare la laguna. “È l’insediamento romano più vasto dell’Italia settentrionale e tra i pochi in Europa a non essere stato sepolto da città medioevali o da costruzioni moderne”, sottolinea Andrea Ninfo, ricercatore dell’Università di Padova, dipartimento di Geografia. Questa città, grande quanto Pompei (circa un chilometro quadrato), è stata abbandonata tra il quinto e il settimo secolo d.C quando gli abitanti colonizzarono le isole più a nord per fuggire dai barbari. Nel corso del tempo, le pietre e i mattoni di Altinum sono serviti per la costruzione dei palazzi e delle chiese di Venezia e le rovine sono state progressivamente sommerse dalla laguna.

Questo il link per il video pubblicato dalla BBC :  http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8177308.stm

Letture Totali 433 

Tracce d’Eternità, la rivista elettronica di Paleoseti.it giunge con questa edizione al suo terzo numero.

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Simone Barcelli rende omaggio  alla figura di Peter Kolosimo, autore di  numerosi libri dedicati ai temi affrontati su Paleoseti.it e del quale ricorre il 25° anniversario dalla sua scomparsa.

A Peter Kolosimo sono dedicati:

pag. 108
Il grande divulgatore
di Simone Barcelli
pag. 109
L’uomo che studiava il
mistero
di Simonetta Santandrea
pag. 111
PK: Peter Kolosimo,
sognatore metafisico
di Massimo Pietroselli
pag. 120
Peter Kolosimo, la terra
senza tempo e l’archeologia
misteriosa
di Alessio Margutta

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Letture Totali 1146 

Documentazione Paleoseti

Comunichiamo agli utenti che stiamo provvedendo ad inserire tutto l'archivio documentale del portale su Scribd. In questo modo potrete: o consultare on line o (se iscritti al sito Scribd) scaricarvi i documenti. Trovate al momento i tre numeri di TDE, la rivista elettronica di Paleoseti, degli approfondimenti dei collaboratori Simone Barcelli e ESquel, e documenti di ricercatori su ufo, ufologia, archeologia. L'archivio verrà costantemente aggiornato e non si esclude, per una più facile navigazione di implementare i documenti nuovamente sul portale.

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