Le bibliche 10 piaghe dEgitto spiegate dalla scienza: causate da eruzioni e tsunami

GERUSALEMME «Tutte le acque che erano nel Nilo si mutarono in sangue». «Le rane uscirono e coprirono lEgitto». «Infierirono le zanzare sugli uomini e sulle bestie». «Una massa imponente di mosconi entrò nella casa del Faraone». «Morì tutto il bestiame». «Grandinata così violenta non vi era mai stata». «Le cavallette assalirono tutto il Paese». «Vennero dense tenebre per tre giorni» Più incalzante duna cronaca, più preciso dun inviato sulle catastrofi. Il Libro dellEsodo è lunica testimonianza delle Piaghe dEgitto, di quella serie dincredibili disastri naturali che alla fine convinsero il signore delle Piramidi a mollare Mosè, libero col suo popolo e col suo Signore. Lunica, perché nessun geroglifico ne fa menzione. Lunica, perché nessuno scienziato ha mai trovato prove di quei cataclismi. Ora savventura il libro duna geologa americana titolo: The Parting of the Sea, la separazione del mare, Princeton University Press -, con una teoria che rimbalza in Israele e fa rumore, specie in questi giorni in cui si celebra la Pasqua ebraica: ciò che più di 3.600 anni fa sconvolse lEgitto, compreso il Passaggio attraverso il Mar Rosso, fu «una serie di fenomeni climatici tipica delle eruzioni vulcaniche».

ESPLOSIONI – Tutto iniziò da due gigantesche esplosioni nel Mar Egeo, sostiene la professoressa Barbara J. Sivertsen, docente alluniversità di Chicago. La prima dal vulcano dellisola greca di Santorini, che per la data (1.628 aC) coincide col primo esodo biblico. Le tenebre e la grandine calate sugli Egizi, altro non furono che la conseguenza naturale di «cenere e polveri acide»; la morìa del bestiame e gli sciami dinsetti, tipici effetti degli sconvolgimenti climatici provocati dalleruzione; le acque arrossate, «dovute a un aumento delle erbacce rosse che si moltiplicano regolarmente, come risultato delle ceneri vulcaniche». E le rane che saltarono fuori dagli stagni? «Pure voi scrive lironica geologa -, se foste una rana, scappereste subito da acque ridotte in quelle condizioni». La sola piaga che la professoressa Siversten non collega direttamente alleruzione, è la morte dei primogeniti egiziani: «E probabile che molti prodotti della terra fossero avvelenati. Ed era cibo che agli Ebrei non era consentito toccare».

TUSNAMI – La seconda eruzione, databile nel 1.450 aC, colpì invece lisola di Yali. Qui la teoria, un po più confusa, afferma che le spaventose onde sismiche provocarono una serie di tsunami che raggiunsero addirittura il Mar Rosso: così si spiegherebbero le onde improvvise che sommersero lesercito del Faraone, mandato allinseguimento del popolo in cammino. «Trattare in modo scientifico lEsodo sta diventando una disciplina», dice il professor Benny Shanon, che allUniversità ebraica di Gerusalemme insegna psicologia cognitiva e lanno scorso fece scalpore con una sua teoria sulle Tavole della legge: «La Bibbia racconta che gli Ebrei sentirono una voce dal cielo, videro luci e montagne fumanti, mentre Mosè riceveva i Dieci comandamenti. La mia idea, in realtà, è che si sia trattato di unesperienza di droga collettiva. Nel Negev e nel Sinai ci sono piante, famiglia delle acacie, che i beduini usano ancora oggi. Hanno le stesse proprietà allucinogene dellayahuasca, diluita in pozioni anche dagli indios dellAmazzonia, e provocano proprio quegli effetti: bagliori, suoni assordanti, visioni oniriche». Quando Shanon pubblicò la sua teoria, lindignazione degli ultraortodossi esplose come un vulcano. La geologa Siversten lo sa e prende le distanze, prudente: «Sono daccordo che non si potrà mai sapere con assoluta certezza che cosa accadde, a quei tempi. Ma io mi baso su fatti accaduti, come le eruzioni. E sono convinta che le mie ipotesi spieghino molto meglio di altre».

Fonte: Il Corriere della Sera, 12 Aprile 2009
[[b]Inviata da Achab[/b]]

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