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	<title>Paleoseti &#187; Archeologia di confine</title>
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		<title>La storia che verrà</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 08:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>6502</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi archeologici misteriosi]]></category>
		<category><![CDATA[simone barcelli e-book]]></category>
		<category><![CDATA[storia antica]]></category>

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		<description><![CDATA[Simone Barcelli non finisce mai di sorprendermi per le sue lucide analisi di quella che è la ricerca in ambito archeologico, storico, mitologico. In questo suo lavoro, dedicato a molti argomenti trattati nel tempo su Paleoseti, ripercorre un cammino alla scoperta di monumenti e luoghi presenti nei cinque continenti del nostro amabile pianeta. Non solo: Simone Barcelli con sobrietà esprime un pensiero che a queste splendide testimonianze architettoniche e monumentali  riserva&#8230;La Storia che verrà.
Voglio esprimere un sincero e franco GRAZIE a Simone Barcelli per questo pensiero.
La storia che verrà 
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Simone Barcelli non finisce mai di sorprendermi per le sue lucide analisi di quella che è la ricerca in ambito archeologico, storico, mitologico. In questo suo lavoro, dedicato a molti argomenti trattati nel tempo su Paleoseti, ripercorre un cammino alla scoperta di monumenti e luoghi presenti nei cinque continenti del nostro amabile pianeta. Non solo: Simone Barcelli con sobrietà esprime un pensiero che a queste splendide testimonianze architettoniche e monumentali  riserva&#8230;La Storia che verrà.</p>
<p>Voglio esprimere un sincero e franco GRAZIE a Simone Barcelli per questo pensiero.</p>
<p><a title="View La storia che verrà on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/30968911/La-storia-che-verra" style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;">La storia che verrà</a> <object id="doc_106886881619594" name="doc_106886881619594" height="600" width="450" type="application/x-shockwave-flash" data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" style="outline:none;" ><param name="movie" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf"><param name="wmode" value="opaque"><param name="bgcolor" value="#ffffff"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><param name="FlashVars" value="document_id=30968911&#038;access_key=key-1xsexhlbp2gd52167it5&#038;page=1&#038;viewMode=list"><embed id="doc_106886881619594" name="doc_106886881619594" src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf?document_id=30968911&#038;access_key=key-1xsexhlbp2gd52167it5&#038;page=1&#038;viewMode=list" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="600" width="450" wmode="opaque" bgcolor="#ffffff"></embed></object></p>
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		<title>Paleoufologia, ipotesi che avvalorano la possibilità del Paleo Contatto</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 09:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>6502</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
		<category><![CDATA[egitto sconosciuto]]></category>
		<category><![CDATA[ipotesi alternative egitto]]></category>
		<category><![CDATA[lampade di dendera]]></category>
		<category><![CDATA[paleo ufologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paleoseti.it/?p=375</guid>
		<description><![CDATA[Il web non finisce mai di stupirmi  nè tantomeno di trovarmi sovente a leggere alcune ipotesi suggestive, a volte forzate, ma che penso valgano la pena di essere lette per la mole di ragionamenti che provano a sostenerne la validità.
In questi ultimi tempi un giovane ricercatore (nickname 6502) ha iniziato un percorso fatto di lettura, confronto,analisi di tutta la documentazione reperibile da siti internet, libri, articoli di riviste specializzate ed anche di settore  ed infine ha voluto esporre la sua  ipotesi su quelle che egli ritiene gli indizi dell&#8217;avvenuto paleo-contatto alieno
Qualcuno sorriderà, qualche altro si limiterà a &#8220;bollare&#8221; l&#8217;idea di un contatto alieno nel nostro passato come un&#8217;argomentazione che è folle.
Personalmente trovo alcune idee discutibili, ma altre meritano di essere quantomeno lette ed approfondite e,  se qualche utente lo desiderasse, iniziare una discussione nel merito e contribuire con un contraddittorio che può permetterci (a tutti, scettici o possibilisti) di avere un&#8217;informazione a 360°.

Oggi vorrei presentarvi uno &#8220;spunto&#8221; che riguarda le Lampade di Dendera, scritto da Marco (nickname 6502)&#8230;.
sappiamo da un censimento nel I secolo AC che gli egizi erano circa
7milioni
http://tinyurl.com/yabbn9q
scorrendo il link nel libro in pdf, si puo&#8217; trovare il valore di
7milioni di egiziani al I secolo AC. Senza stare <a href='http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/paleoufologia-ipotesi-che-avvalorano-la-possibilita-del-paleo-contatto/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il web non finisce mai di stupirmi  nè tantomeno di trovarmi sovente a leggere alcune ipotesi suggestive, a volte forzate, ma che penso valgano la pena di essere lette per la mole di ragionamenti che provano a sostenerne la validità.</p>
<p>In questi ultimi tempi un giovane ricercatore (nickname 6502) ha iniziato un percorso fatto di lettura, confronto,analisi di tutta la documentazione reperibile da siti internet, libri, articoli di riviste specializzate ed anche di settore  ed infine ha voluto esporre la sua  ipotesi su quelle che egli ritiene gli indizi dell&#8217;avvenuto paleo-contatto alieno</p>
<p>Qualcuno sorriderà, qualche altro si limiterà a &#8220;bollare&#8221; l&#8217;idea di un contatto alieno nel nostro passato come un&#8217;argomentazione che è folle.</p>
<p>Personalmente trovo alcune idee discutibili, ma altre meritano di essere quantomeno lette ed approfondite e,  se qualche utente lo desiderasse, iniziare una discussione nel merito e contribuire con un contraddittorio che può permetterci (a tutti, scettici o possibilisti) di avere un&#8217;informazione a 360°.</p>
<p><span id="more-375"></span></p>
<p>Oggi vorrei presentarvi uno &#8220;spunto&#8221; che riguarda le Lampade di Dendera, scritto da Marco (nickname 6502)&#8230;.</p>
<p>sappiamo da un censimento nel I secolo AC che gli egizi erano circa<br />
7milioni</p>
<p>http://tinyurl.com/yabbn9q</p>
<p>scorrendo il link nel libro in pdf, si puo&#8217; trovare il valore di<br />
7milioni di egiziani al I secolo AC. Senza stare a scomodarsi in noiosi<br />
traslazioni di anamorfosi lineare, si scopre in un&#8217;altro link, che<br />
sempre nel I sec AC il tasso di crescita era +0.037% con una speranza di<br />
vita media di 22 anni circa. Dopo 1854 anni a quel regime si sarebbe<br />
raddoppiato la popolazione, quindi nel 2000ac circa gli egiziani<br />
dovevano essere grosso modo occhio e croce sui 3.5milioni di cui circa<br />
1.75milioni di maschi ed altrettante femmine.</p>
<p>http://itcscalvi.padova.scuolaservizi.it/MaterialeScolastico/Cavedon/Pop</p>
<p>olazioneTerza.doc</p>
<p>nel 2000ac circa gli egizi erano allora grosso modo 3.5milioni di cui</p>
<p>1.75 femmine<br />
1.75 maschi</p>
<p>siccome siamo in societa&#8217; pre rivoluzioni industriali 2000ac&lt;1700dc il<br />
modello di sviluppo e&#8217; basato per intero sul settore primario ossia<br />
l&#8217;agricoltura. Tuttavia i concimi chimici non c&#8217;erano, i trattori<br />
nemmeno, l&#8217;industria non c&#8217;era ma c&#8217;erano gli artigiani, essendo la vita<br />
media circa 22 anni, le basse condizioni igienico-sanitarie l&#8217;assenza di<br />
medicina, malattie e mille altre ragioni portano un po&#8217; tutte le<br />
societa&#8217; agricole/pre.agricole ad avere una piramide demografica<br />
orientata in alto (mentre i paesi ricchi ed evoluti hanno una piramide<br />
demografica rovesciata oppure deformata &#8220;a mitra&#8221;).</p>
<p>A spanna molto larga quindi</p>
<p>1/3 =584&#8242;000persone=1.75*1/3=numero di vecchi, adulti, giovani<br />
2/3=1&#8242;166&#8242;000persone=1.75*2/3=infanti, bambini,adolescenti</p>
<p>attenzione che la stima di 1/3 e&#8217; valida http://tinyurl.com/yabbn9q<br />
Ora se la casta dei militari si assume sempre pari allo stock di<br />
militari della battaglia di Kadesh (qualche divisione di riserva in<br />
Egitto l&#8217;avranno lasciata prima di battersi contro gli Ittiti, quindi i<br />
militari in servizio nel 2000ac sarebbero stati di certo minori rispetto<br />
a quelli della battaglia di kadesh, essendoci meno minacce imminenti e<br />
chiare.)</p>
<p>http://www.arsbellica.it/pagine/antica/Kadesh/Kadesh.html</p>
<p>30&#8242;000 fanti + 2carristi*2500=35000 militari, quindi la massa maschile,<br />
ossia una massa restante e&#8217; di 549&#8242;000 persone.</p>
<p>Se immaginiamo il numero di persone reali, sacerdoti, scribi, artigiani,<br />
commercianti, pescatori, cammellieri&#8230; tutte le classi sociali<br />
possibili in Egitto tranne la casta degli (agricoltori+cavatori), e se<br />
diciamo per convenzione pratica che tutti quelli che non erano ne<br />
(agricoltori+cavatori) erano tanti quanti i militari, allora la massa<br />
maschile restante si attesta intorno ai 514&#8242;000.</p>
<p>Gli archeologi dicono che la costruzione delle piramidi veniva fatta dal<br />
popolo non da schiavi quindi esistevano corve&#8217; a cui in rotazione per<br />
mesi gli agricoltori andavano a lavorare alle piramidi assieme ai<br />
cavatori. Non ci sono tracce di lavori di corve&#8217; di donne che per altro<br />
erano incompatibili con lavori pesanti ma al contrario potevano essere<br />
impiegate in agricoltura per tamponare i periodi di &#8220;corve&#8221; imposti agli<br />
agricoltori. Per convenzione diciamo che per periodi dell&#8217;anno tutti<br />
andavano a lavorare alle piramidi. Per altro cavatori e coltivatori sono<br />
tutti nel settore primario quindi non c&#8217;e&#8217; bisogno di stimare quanti<br />
erano gli uni e quanti erano gli altri.</p>
<p>514&#8242;000 /(514&#8242;000+35000*2 ) = 88% &lt; 90% livello di equilibrio per la<br />
societa&#8217; egizia della manodopera al settore primario per non entrare in<br />
crisi. Il dato dei lavoratori e&#8217; sottostimato ma se a questi aggiungiamo<br />
appunto la plausibile possibilita&#8217; che le mogli e parte degli<br />
adolescenti che vivevano in campagna lavorassero nei campi pure loro<br />
facendo i lavori meno pesanti, si puo&#8217; dire con ampia sicurezza e<br />
plausibilita&#8217; che il numero degli occupati in agricoltura sta sopra il<br />
90% e che l&#8217;Egitto era in equilibrio intorno a tale porzione d&#8217;impiego<br />
senza subire carestie!!?</p>
<p>514&#8242;000 unita&#8217;, un numero sicuramente elevato che se da una parte e&#8217;<br />
ampio catino<br />
di manodopera da cui attingere, dall&#8217;altra senza i contadini il regno<br />
non mangiava. E poiche&#8217; i trattori non c&#8217;erano, non c&#8217;erano i<br />
diserbanti, non c&#8217;erano i concimi chimici, c&#8217;e&#8217; da tenere conto che<br />
piu&#8217; manodopera si toglie dai campi e meno si mangia <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per converso e&#8217; vero che in epoca romana l&#8217;Egitto era il granaio<br />
dell&#8217;impero, ma occorre ricordare che al tempo di Roma, gli egizi<br />
avevano smesso da parecchio tempo di fare mega piramidi galattiche e<br />
proprio per questo poterono dedicarsi a tempo pieno all&#8217;agricoltura<br />
avendo rese elevate per l&#8217;epoca, pagando cosi&#8217; le tasse a Roma.</p>
<p>Questo perche&#8217; esiste un &#8220;trade-off&#8221; assai intuitivo tra lavori sterili<br />
e lavori non sterili, nell&#8217;impiego di risorse scarse suscettibili<br />
d&#8217;impieghi alternativi e concorrenti. Mentre le opere pubbliche d&#8217;epoca<br />
romana generarono un impatto positivo maggiore del costo sostenuto, le<br />
piramidi egizie produssero un par di ciufoli!. Infatti l&#8217;attivita&#8217; di<br />
cavare e levigare e trasportare ed accatastare pietre per opere sterili<br />
come tombe, non rilasciava utilita&#8217; alcuna per la comunita&#8217;. Mentre fare<br />
gli stessi lavori d&#8217;estrazione ed intaglio della<br />
pietra per assemblare ponti, strade, fognature, terme, mura di<br />
protezione, case ecc&#8230; ecco tali opere rilasciarono nel tempo<br />
un&#8217;utilita&#8217; per la tutta la societa&#8217; in termini di piu&#8217; commercio, piu&#8217;<br />
sicurezza, migliore igiene e maggiore produttivita&#8217;, insomma nel<br />
complesso le opere romane produssero indubbiamente migliori condizioni<br />
di vita per tutti i cittadini dell&#8217;impero!.</p>
<p>Ergo tutte le energie spese per le piramidi non determinavano alcun<br />
impatto positivo sull&#8217;economia rurale egizia anzi la deprimevano dato<br />
che si sottraeva appunto manodopera alla produzione agricola ed alla<br />
sicurezza militare generando costi sociali stratosferici anche<br />
nell&#8217;ipotesi della turnazione del personale. E&#8217; poi ragionevole<br />
supporre livelli d&#8217;incidenti e morti, feriti, invalidi con indici<br />
stratosferici sia per le condizioni di lavoro che per le basse<br />
tecnologie oltre che l&#8217;assenza di una medicina efficace . Quelli che<br />
fortunatamente sopravvivevano alla corve&#8217; poi campavano poco e male<br />
essendo ormai menomati per sempre e senza poter avere alcun rilascio di<br />
utilita&#8217; dalle opere una volta ultimate (speranza di vita media 22 anni<br />
nel I sec AC)</p>
<p>Difatti, il bum demografico anche in Egitto e&#8217; avvenuto appena hanno<br />
smesso di restaurare &amp; far piramidi <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ossia un po&#8217; prima dell&#8217;avvio<br />
della pax romana</p>
<p>come mai? <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Mistero delle piramidi?! No!, Forse No!</p>
<p>http://www.ispesl.it/statistiche/ind79-99/leggiTab.php?nomefile=Italia&amp;s</p>
<p>heetnum=0</p>
<p>=&gt; livello di produzione di 71 blocchi a settimana =&gt; morti/mutilati al<br />
3.73%,<br />
assumiamo tale equivalenza e diciamo anzi che addirittura per far conto<br />
pari ed aiutare gli archeologi epiciclici, il tosso di morti e mutilati<br />
era piu&#8217; basso di quello del 1950 che l&#8217;Inail registro&#8217; nel settore<br />
dell&#8217;edilizia, ossia assumiamo un 3% annuo di morti e mutilati.</p>
<p>=&gt; livello di produzione di 641 blocchi a settimana =&gt; 6% ossia 3.73%*2<br />
Assumiamo il doppio dei morti e mutilati italiani nel 1950 statisticati<br />
dall&#8217;Inail in virtu&#8217; del fatto che la tecnologia in Egitto del 2000ac<br />
non era di certo comparabile con la tecnologia edilizia del 1950 e che<br />
la mole di lavoro di 641 blocchi a settimana da 2.5t comporta<br />
sicuramente un volume piu&#8217; elevato dei rischi che invece comporta un<br />
livello di produzione da 71 blocchi da 2.5t a settimana.</p>
<p> <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_exclaim.gif' alt=':!:' class='wp-smiley' />  le stime sono favorevoli imho agli archeologi epiciclici, in quanto:<br />
-l&#8217;alimentazione<br />
-la speranza di vita nel 1950<br />
-la sanita&#8217;<br />
-le tecnologie di lavoro nell&#8217;edilizia del 1950<br />
non sono minimamente paragonabili a quelli del 2000ac, pere cui<br />
sicuramente i tassi di<br />
logoramento effettivi per morti/mutilati nel 2000ac saranno stati<br />
decisamente piu&#8217; alti per ovvie ragioni.</p>
<p>Tant&#8217;e&#8217; vediamo che dicono i numeri assumendo questi dati nelle<br />
simulazioni <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Assumiamo che la piramide demografica egizia rimanga costante, il<br />
modello di sviluppo e&#8217; costante e l&#8217;incidenza del settore primario<br />
rimarra&#8217; tale nel mondo sino a quando non si arrivera&#8217; alla rivoluzione<br />
industriale nel 1700dc che creera&#8217; una perdita di occupati dal primario<br />
al settore secondario con migrazione campagne-&gt;citta&#8217; e nascita<br />
dell&#8217;industria. Quindi nel periodo considerato, ossia il 2000ac il<br />
modello di equilibrio era 90% settore primario, pochi artigiani, quindi<br />
militari e re come servizi al secondario. Il grosso era il popolo,<br />
quindi.</p>
<p>1/3 =584&#8242;000persone=numero di vecchi, adulti, giovani<br />
2/3=1&#8242;166&#8242;000persone=infanti, bambini,adolescenti</p>
<p>PIRAMIDE DEMOGRAFICA &amp; SOCIALE, MASCHILE<br />
proto.servizi (Re, corte, e militari)=35&#8242;000<br />
proto.secondario (artigiani, commercianti, sacerdoti, scribi&#8230;)=35&#8242;000<br />
settore primario, massa agricola/cavatori=514&#8242;000<br />
infanti, bambini adolescenti=1&#8242;166&#8242;000</p>
<p>PIRAMIDE DEMOGRAFICA,FEMMINILE<br />
lato feminile del settore proto.servizi =35&#8242;000<br />
lato femminile del settore pro.secondario=35&#8242;000<br />
mogli dei cavatori &amp; agricoltori=514&#8242;000<br />
infanti, bambine, adolescenti=1&#8242;166&#8242;000<br />
Totale=3&#8242;500&#8242;000 abitanti</p>
<p>Che impatti ci sarebbero sulla piramide demografica egizia:</p>
<p> <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_question.gif' alt=':?:' class='wp-smiley' />  =&gt; dopo 60 anni di corve&#8217;?!?</p>
<p>con un livello di 641 blocchi a settimana :&gt;&gt;<br />
514&#8242;000*(1-0.06)^60=12&#8242;549</p>
<p>con un livello di 71 blocchi a settimana ;D<br />
514&#8242;000*(1-0.03)^60=82&#8242;654</p>
<p>l&#8217;impatto egizio di 641 blocchi con una massa maschile di 12&#8242;549 ossia<br />
-97% da cui<br />
12&#8242;549/(12&#8242;549+35&#8242;000*2)=15.2% &lt;90% il peso forza lavoro nel primario<br />
dopo 60 anni. Si erge che il settore primario sarebbe collassato,<br />
avrebbe causato molto prima dei 60 anni di corve&#8217; una mega.carestia in<br />
tutto il regno. Solo impiegando tutte le donne nel settore primario<br />
infatti</p>
<p>(12&#8242;549+584&#8242;000)/(12&#8242;549+35&#8242;000*2+584&#8242;000)=89.5%&lt;90% il livello di<br />
agricolo di produzione avrebbe potuto essere stato garantito. Un costo<br />
enorme per la societa&#8217; che sarebbe stato possibile pagare una volta<br />
sola, per la costruzione di una sola piramide!!! la classe maschile<br />
degli agricoltori sarebbe stata distrutta da tali corve&#8217;!!!, al pari di<br />
un effetto di una guerra!!!!. Guarda caso una piramide (vedi infatti la<br />
piramide rossa) fu costruita ed e&#8217; la migliore approssimazione a Giza.<br />
Altro non si sarebbe potuto fare in termini di approssimazione a Giza<br />
salvo svuotare la casta degli agricoltori/cavatori di pietre e poi fare<br />
una lunga pausa per dare il tempo di ricolmare il gap.</p>
<p>L&#8217;impatto egizio di 71 blocchi con una massa maschile di 82&#8242;654 ossia<br />
-84%</p>
<p>88&#8242;282/(88&#8242;282+35&#8242;000*2)=55.7% &lt; 88% &lt; 90%<br />
sarebbe scoppiata anche in questo caso una grossa carestia in tutto il<br />
regno, appena solo dopo la RISTRUTTURAZIONE DI UN VOLUME PARI A QUELLO DI MICERINO, sarebbe scoppiata una carestia, salvo provare a ridurre gli effetti usando la massa lavorativa femminile nei campi:</p>
<p>(88&#8242;282+584&#8242;000)/(584&#8242;000+88&#8242;282+35&#8242;000*2)=90.5%<br />
in buona sostanza il livello di restaurazione di 71 blocchi a settimana<br />
E&#8217; SOSTENIBILE NEL LUNGO PERIODO basterebbe dirottare tutte le donne nei<br />
campi anche se l&#8217;impatto sulla classe maschile agricole e cavatori<br />
resta devastante -84%</p>
<p> <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_question.gif' alt=':?:' class='wp-smiley' />  =&gt; che cosa dopo 150 anni di corve?</p>
<p>con un livello di 641 blocchi a settimana:<br />
514&#8242;000*(1-0.06)^150=47=&#8221;morto che parla&#8221; <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il valore 47 dimostra che la classe maschile agricola/cavatori si<br />
sarebbe estinta prima dei 150 anni di corve&#8217; con un volume di<br />
costruzione di 641 blocchi a settimana con un tasso di morti e mutilati<br />
pari al 6% annuo.<br />
Sarebbe scoppiata una tremenda carestia in quanto il lavoro femminile<br />
nei campi non avrebbe comportato le stesse rese agricole del lavoro<br />
svolto dai maschi (si pensi agli aratri ed alla necessita&#8217; di scavare a<br />
fondo per rivoltare la terra. Aratro rudimentale che offre gia&#8217; rese<br />
modeste ed e&#8217; gia&#8217; scarso nell&#8217;uso quando e&#8217; tirato da mucca e sospinto<br />
da un uomo, figuriamoci quando e&#8217; sospinto da una donna). Infatti<br />
osservando il quoziente</p>
<p>584&#8242;000/(584&#8242;000+3*35&#8242;000)=89%&lt;90%</p>
<p>se pur vicini al 90% mandando tutte le donne a lavorare nei campi, le<br />
rese sarebbero state assai basse con una carestia latente e strisciante.<br />
Inoltre sarebbe mancato tutto il volume di costruzione della sfinge e<br />
del tempio megalitico annesso!!! per cui i lavori si sarebbero dovuti<br />
interrompere per palese estinzione della manodopera!!!. Di certo gli<br />
egizi non l&#8217;hanno costruito Giza, infatti la semi-estinzione della<br />
classe maschile cavatori/operaia con 150 anni di corve&#8217;, avrebbe<br />
comportato poi anche una riduzione del tasso di natalita&#8217; quindi la<br />
impossibilita&#8217; di raddoppio della massa demografica dopo 1&#8242;000 anni<br />
(cosa che invece e&#8217; avvenuta!! come abbiamo letto dai testi di<br />
demografia antica) ergo gli egizi non hanno costruito Giza, le cifre<br />
delle simulazioni lo dimostrano!!.</p>
<p>con un livello di 71 blocchi a settimana<br />
514&#8242;000*(1-0.03)^60=5&#8242;329<br />
(584&#8242;000+5&#8242;329) / (584&#8242;000+3*35&#8242;000+5&#8242;329)=89%<br />
dopo 150 anni mettendo le donne a lavorare si sarebbe potuto mantenere<br />
una produzione agricola assai piu&#8217; magra di quella prodotta dagli<br />
uomini. Una carestia latente con<br />
l&#8217;intero regno sempre sul filo del rasoio, ma dall&#8217;altra, tenendo un<br />
ritmo di produzione di 71 blocchi a settimana per 150 anni si sarebbe<br />
potuto solo ristrutturare appena il 10% della massa di Giza!!<br />
Il settore primario sarebbe rimasto solo in mano alle donne con gli<br />
stessi effetti di una pesante carestia latente a causa delle basse rese<br />
agricole causati dai lavori agricoli fatti dalle donne. Inoltre<br />
mancherebbe anche il volume costruttivo della sfinge ed il tempio<br />
megalitico annesso.</p>
<p>641 blocchi a settimana non era un livello ne raggiungibile ne<br />
sostenibile (come gia&#8217; detto).</p>
<p>71 blocchi a settimana (ristrutturare ma non costruire ex_novo) era gia&#8217;<br />
un livello stratosferico tant&#8217;e&#8217; che poi il livello di produzione scese<br />
ulteriormente.</p>
<p>Ergo gli archeologi non hanno il senso della misura <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ed il fermatempo<br />
e&#8217; proprio indubbiamente insettoide in quanto</p>
<p>circa 1&#8242;000 operai non bastano<br />
514&#8242;000 operai non bastano lo stesso!</p>
<p>htt://paleocontatto.blogs.it</p>
<p><a href="http://www.datafilehost.com/download-4d046a7e.html">http://www.datafilehost.com/download-4d046a7e.html</a></p>
<p><a href="http://www.datafilehost.com/download-c92ca9e7.html">http://www.datafilehost.com/download-c92ca9e7.html</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/paleoufologia-ipotesi-che-avvalorano-la-possibilita-del-paleo-contatto/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Tracce d Eternità, libro di Simone Barcelli</title>
		<link>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/tracce-d-eternita-libro-di-simone-barcelli/</link>
		<comments>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/tracce-d-eternita-libro-di-simone-barcelli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 00:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Skeptic</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
		<category><![CDATA[Paleoseti]]></category>
		<category><![CDATA[TDE]]></category>
		<category><![CDATA[archeo misteri]]></category>
		<category><![CDATA[archeoastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia misteriosa]]></category>
		<category><![CDATA[libro Tracce d eternità]]></category>
		<category><![CDATA[paleoarcheologia]]></category>
		<category><![CDATA[simone barcelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paleoseti.it/?p=324</guid>
		<description><![CDATA[Una premessa per gli utenti: avevo già scritto un articolo per segnalare l&#8217;avvenuta uscita nelle librerie di &#8220;Tracce d Eternità&#8221;, il nuovo libro scritto da Simone Barcelli, che tratta argomenti correlati all&#8217;archeologia ed alla mitologia che rimangono per molti versi ancora avvolti nel mistero. Oggi mi giunge la segnalazione che l&#8217;articolo non è più presente tra gli ultimi pubblicati. Non so spiegarne il motivo ma voglio chiarire e tranquilizzare subito qualsiasi voce infondata: NON ho nulla nei confronti dell&#8217;autore, che considero davvero un amico ed una persona competente per quello di cui scrive. Tra me e Simone Barcelli non ci sono nè astio nè incomprensioni  
Torniamo però al suo libro, eccovi la presentazione e la scheda. ovviamente vi consiglio l&#8217;acquisto e soprattutto vi consiglio di aggiungervi al gruppo presente su facebook dove troverete tanti appassionati di archeologia di confine, ufologia, misteri, e dove ognuno è il benvenuto e a tutti è fatto invito a collaborare per fare crescere questa bella realtà
Autore: Simone Barcelli
pagine  169
Codice: ISBN- 978-88-87295-66-5
Prezzo Euro: 14,80
Le informazioni riportate sono estratte dalla pagina: http://www.cerchiodellaluna.it/TRACCE%20D%27ETERNITA%27.htm
Gli argomenti di questo libro:
- archeologia misteriosa
- spirititualità
- antiche civiltà
E’ possibile che tanti antichi popoli, in ogni parte del mondo, abbiano raggiunto un grado di <a href='http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/tracce-d-eternita-libro-di-simone-barcelli/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una premessa per gli utenti: avevo già scritto un articolo per segnalare l&#8217;avvenuta uscita nelle librerie di &#8220;Tracce d Eternità&#8221;, il nuovo libro scritto da Simone Barcelli, che tratta argomenti correlati all&#8217;archeologia ed alla mitologia che rimangono per molti versi ancora avvolti nel mistero. Oggi mi giunge la segnalazione che l&#8217;articolo non è più presente tra gli ultimi pubblicati. Non so spiegarne il motivo ma voglio chiarire e tranquilizzare subito qualsiasi voce infondata: NON ho nulla nei confronti dell&#8217;autore, che considero davvero un amico ed una persona competente per quello di cui scrive. Tra me e Simone Barcelli non ci sono nè astio nè incomprensioni <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Torniamo però al suo libro, eccovi la presentazione e la scheda. ovviamente vi consiglio l&#8217;acquisto e soprattutto <a title="Gruppo Tracce d Eternità Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=53655730969" target="_blank">vi consiglio di aggiungervi al gruppo presente su facebook</a> dove troverete tanti appassionati di archeologia di confine, ufologia, misteri, e dove ognuno è il benvenuto e a tutti è fatto invito a collaborare per fare crescere questa bella realtà</p>
<div id="attachment_325" class="wp-caption aligncenter" style="width: 394px"><img class="size-full wp-image-325" title="copertina-tracce-d-eternita-simone-barcelli-2009" src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/12/copertina-tracce-d-eternita-simone-barcelli-2009.jpg" alt="Tracce d Eternità di Simone Barcelli" width="384" height="559" /><p class="wp-caption-text">Tracce d Eternità di Simone Barcelli</p></div>
<p style="text-align: center;">Autore: Simone Barcelli<br />
pagine  169<br />
Codice: ISBN- 978-88-87295-66-5<br />
Prezzo Euro: 14,80</p>
<p><span id="more-324"></span>Le informazioni riportate sono estratte dalla pagina: <a href="http://www.cerchiodellaluna.it/TRACCE%20D%27ETERNITA%27.htm" target="_blank">http://www.cerchiodellaluna.it/TRACCE%20D%27ETERNITA%27.htm</a></p>
<p>Gli argomenti di questo libro:</p>
<p>- archeologia misteriosa</p>
<p>- spirititualità</p>
<p>- antiche civiltà</p>
<p>E’ possibile che tanti antichi popoli, in ogni parte del mondo, abbiano raggiunto un grado di civiltà simile se non superiore al nostro?</p>
<p>Perché non riusciamo ancora a comprenderne appieno le tracce che hanno man mano disseminato sull pianeta?</p>
<p>Stoneehenge, Baalbek, Chichen Itzà, Teotihuacan, Cuicuilco, Rapa Nui, Nazca, Machu Picchu, Teotihuacan, Yonaguni e Giza; tra le rovine di questi siti archeologici si celano ancora molti enigmi, una moltitudine di indizi che, inesorabilmente, ci portano a considerare l’esistenza di una grande civiltà scomparsa.</p>
<p>Un lungo viaggio attraverso vicende e misteri storici  che sfidano ancora la scienza ufficiale, lasciando ragionevoli dubbi su quanto effettivamente sia accaduto in tempi remoti: muovendosi con rara maestria  e spiccato senso critico, Simone Barcelli si aggira tra le rovine di un passato che ha ancora molto da dire, prospettando uno scenario senza dubbio degno di nota e di assoluto rigore nella ricerca e nella scelta della documentazione.</p>
<p align="left"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ffffff;">G</span></strong></span></p>
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		<title>Il Paleocontattone!</title>
		<link>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/il-paleocontattone/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>6502</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il Paleocontattone&#8221; file free e zippat0, scaricabile
http://usaupload.net/d/lb57spp9tjh mirror
it-alt.binari.misc
oppure separatamente
http://www.datafilehost.com/download-c6464b43.html
La Discontinuita&#8217; (architettonica egizia) di III°specie Un&#8217;altra teoria piramidiota?! No!, e&#8217; qualcosa di piu&#8217;! ossia sono le prove di un paleocontattone alieno!
http://www.wikiupload.com/comment.php?id=195669
DUAT-gli Effetti della strong alien footprint -Il continuo   dell&#8217;ebook precedente, elencati almeno 1 altro paleocontatto accaduto nel t&#62;4100ac, oltre a quale casistica odierna UFO e&#8217; riconducibile al paleocontatto egizio del [5000ac,4503ac]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il Paleocontattone&#8221; file free e zippat0, scaricabile</p>
<p>http://usaupload.net/d/lb57spp9tjh mirror</p>
<p>it-alt.binari.misc</p>
<p>oppure separatamente</p>
<p><a href="http://www.datafilehost.com/download-c6464b43.html">http://www.datafilehost.com/download-c6464b43.html</a></p>
<p>La Discontinuita&#8217; (architettonica egizia) di III°specie Un&#8217;altra teoria piramidiota?! No!, e&#8217; qualcosa di piu&#8217;! ossia sono le prove di un paleocontattone alieno!</p>
<p><a href="http://www.wikiupload.com/comment.php?id=195669">http://www.wikiupload.com/comment.php?id=195669</a></p>
<p>DUAT-gli Effetti della strong alien footprint -Il continuo <img src='http://www.paleoseti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  dell&#8217;ebook precedente, elencati almeno 1 altro paleocontatto accaduto nel t&gt;4100ac, oltre a quale casistica odierna UFO e&#8217; riconducibile al paleocontatto egizio del [5000ac,4503ac]</p>
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		<title>Ricerca di Monica Caron: I codici di Nut e lo zodiaco di Dendera</title>
		<link>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/ricerca-di-monica-caron-i-codici-di-nut-e-lo-zodiaco-di-dendera/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 14:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>addineelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
		<category><![CDATA[archeoastronomia egizia]]></category>
		<category><![CDATA[dea NUT e nibiru]]></category>
		<category><![CDATA[decimo pianeta]]></category>
		<category><![CDATA[nibiru]]></category>

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		<description><![CDATA[I Codici Di Nut e Lo Zodiaco Di Denderah 	
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="View I Codici Di Nut e Lo Zodiaco Di Denderah on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/21291490/I-Codici-Di-Nut-e-Lo-Zodiaco-Di-Denderah" style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;">I Codici Di Nut e Lo Zodiaco Di Denderah</a> <object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,0,0" id="doc_284639414905398" name="doc_284639414905398" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" align="middle"	height="500" width="100%" ><param name="movie"	value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf?document_id=21291490&#038;access_key=key-16u5y2t0bgj2cev9a5jp&#038;page=1&#038;version=1&#038;viewMode="><param name="quality" value="high"><param name="play" value="true"><param name="loop" value="true"><param name="scale" value="showall"><param name="wmode" value="opaque"><param name="devicefont" value="false"><param name="bgcolor" value="#ffffff"><param name="menu" value="true"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><param name="salign" value=""><embed src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf?document_id=21291490&#038;access_key=key-16u5y2t0bgj2cev9a5jp&#038;page=1&#038;version=1&#038;viewMode=" quality="high" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" play="true" loop="true" scale="showall" wmode="opaque" devicefont="false" bgcolor="#ffffff" name="doc_284639414905398_object" menu="true" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" salign="" type="application/x-shockwave-flash" align="middle"  height="500" width="100%"></embed></object>	</p>
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		<title>“Baby alieno” in Messico &#8211; ulteriori dettagli</title>
		<link>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/%e2%80%9cbaby-alieno%e2%80%9d-in-messico-ulteriori-dettagli/</link>
		<comments>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/%e2%80%9cbaby-alieno%e2%80%9d-in-messico-ulteriori-dettagli/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 20:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
		<category><![CDATA[Paleoseti]]></category>
		<category><![CDATA[Strange]]></category>
		<category><![CDATA[alien]]></category>
		<category><![CDATA[baby]]></category>
		<category><![CDATA[body]]></category>
		<category><![CDATA[creatura]]></category>
		<category><![CDATA[dna]]></category>
		<category><![CDATA[maussan]]></category>

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		<description><![CDATA[
Qualsiasi cosa sia, non è una bufala. Jaime Maussan durante un&#8217;intervista alla show radiofonico Coast to Coast ha rilasciato nuovi interessanti dettagli sulla creatura e sulla vicenda.
Inizialmente si era pensato fosse un piccolo primate a cui mancassero i peli, ma dopo le analisi a cui è stato sottoposto è risultato che quella che si vede nelle immagini è la sua pelle vera e propria e che non è mai stata ricoperta da peli.
Nonostante questo Maussan ha voluto specificare che lui non ha mai sostenuto trattarsi del corpo di un alieno sebbene fosse stato trovato in una zona di intensa attività ufologica, il Metepec.
Un&#8217;altra caratteristica interessante è la spropositata dimensione dell&#8217;orecchio interno, che appare fuori misura se paragonata ai primati ma anche, in proporzione, a quello dell&#8217;uomo.

Una delle più sorprendenti caratteristiche inoltre, che l&#8217;essere quando era ancora vivo, era quello di resistere molte ore senza respirare.  Francisco Garcia al momento del ritrovamento, spaventato dagli strani suoni che emetteva e dal fatto che stava cercando di mangiarsi una gamba per liberarsi,  tentò per due volte di annegarlo tenendolo sott&#8217;acqua per più di due ore. Ma non ci riuscì. La creatura cedette dopo un&#8217;intera notte di &#8220;annegamento&#8221;.
Anatomicamente presenta altre caratteristiche che lo rendono assolutamente <a href='http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/%e2%80%9cbaby-alieno%e2%80%9d-in-messico-ulteriori-dettagli/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-173" title="reporter-with-alien-13235558-mfbqtemplateidrenderscaledpropertybildheight349" src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/09/reporter-with-alien-13235558-mfbqtemplateidrenderscaledpropertybildheight349.jpg" alt="reporter-with-alien-13235558-mfbqtemplateidrenderscaledpropertybildheight349" width="465" height="349" /></p>
<p>Qualsiasi cosa sia, non è una bufala. Jaime Maussan durante un&#8217;intervista alla show radiofonico Coast to Coast ha rilasciato nuovi interessanti dettagli sulla creatura e sulla vicenda.</p>
<p>Inizialmente si era pensato fosse un piccolo primate a cui mancassero i peli, ma dopo le analisi a cui è stato sottoposto è risultato che quella che si vede nelle immagini è la sua pelle vera e propria e che non è mai stata ricoperta da peli.</p>
<p>Nonostante questo Maussan ha voluto specificare che lui non ha mai sostenuto trattarsi del corpo di un alieno sebbene fosse stato trovato in una zona di intensa attività ufologica, il <a href="http://www.bild.de/BILD/news/bild-english/world-news/2009/08/31/alien-baby-in-metepec-mexico/does-creature-have-brother-who-lives-among-us.html"></a>Metepec.</p>
<p>Un&#8217;altra caratteristica interessante è la spropositata dimensione dell&#8217;orecchio interno, che appare fuori misura se paragonata ai primati ma anche, in proporzione, a quello dell&#8217;uomo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-174" title="tomograohy-alien-13234489-mfbqtemplateidrenderscaledpropertybildheight349" src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/09/tomograohy-alien-13234489-mfbqtemplateidrenderscaledpropertybildheight349.jpg" alt="tomograohy-alien-13234489-mfbqtemplateidrenderscaledpropertybildheight349" width="465" height="349" /></p>
<p>Una delle più sorprendenti caratteristiche inoltre, che l&#8217;essere quando era ancora vivo, era quello di resistere molte ore senza respirare.  Francisco Garcia al momento del ritrovamento, spaventato dagli strani suoni che emetteva e dal fatto che stava cercando di mangiarsi una gamba per liberarsi,  tentò per due volte di annegarlo tenendolo sott&#8217;acqua per più di due ore. Ma non ci riuscì. La creatura cedette dopo un&#8217;intera notte di &#8220;annegamento&#8221;.</p>
<p>Anatomicamente presenta altre caratteristiche che lo rendono assolutamente unico. I denti sono tipici di un predatore, le giunture sono simili a quelle umane e comunque diverse da quelle dei piccoli primati. La grande scatola cranica indica una notevole intelligenza.</p>
<p>Le indagini continuano e si attendono nuove rivelazioni. Innanzitutto Maussan ha rivelato che esistono fotografie della creatura ancora viva e speriamo di riuscire a vederle. Maussan, con la collaborazione di Discovery Channel, ha inviato cellule della creatura a diversi laboratori, di cui uno anche in Europa. Gli altri al momento hanno dichiarato di non esser riusciti ad analizzarne il DNA, mentre il laboratorio europeo, che Maussan non vuole ancora svelare quale sia, sembra aver ottenuto risultati migliori.</p>
<p>Secondo il ricercatore messicano, nei prossimi mesi potrebbero esserci rivelazioni molto importanti sulla natura dell&#8217;essere. Il fatto che venga definito &#8220;baby&#8221;, anche se gli studiosi ritengono sia un esemplare adulto, dipende dal fatto che Francisco Garcia ha dichiarato di aver visto nelle vicinanze, sul luogo del ritrovamento, un esemplare molto più grande, di circa 70 cm.</p>
<p><a href="http://www.bild.de/BILD/news/bild-english/world-news/2009/08/31/alien-baby-in-metepec-mexico/does-creature-have-brother-who-lives-among-us.html">alien creature &#8211; short documentary</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Gli anelli mancanti</title>
		<link>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/gli-anelli-mancanti/</link>
		<comments>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/gli-anelli-mancanti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 11:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SimoneBarcelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
		<category><![CDATA[Edicola]]></category>
		<category><![CDATA[mitologia]]></category>

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		<description><![CDATA[


La copertina del libro di Ines Curzio


E&#8217; un vero piacere presentare agli utenti di Paleoseti il libro d&#8217;esordio di Ines CURZIO, collaboratrice di Area di Confine e di  Tracce d&#8217;eternità. Beninteso, la nostra amica coltiva tanti altri interessi ma qui vogliamo segnalarne l&#8217;impegno nel campo di ricerca a noi più congeniale.  
&#8220;Gli anelli mancanti&#8220;, edito da La Riflessione Davide Zedda Editore, fresco di stampa, è un viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca delle origini dell&#8217;uomo, tra mitologia, scienza e archeologia. Per saperne di più è d&#8217;obbligo il rimando al sito www.glianellimancanti.com ove troverete anche un video di presentazione.
L&#8217;autrice si interroga su diversi argomenti: l&#8217;esistenza dei Giganti, la loro asserita provenienza dalla mitica Atlantide, il diluvio universale, le similitudini esistenti nei resoconti mitologici di tutto il mondo.
Tematiche controverse, che da sempre fanno discutere studiosi e appassionati.
Ben venga, quindi, lo scritto di Ines, se non altro per ridestare l&#8217;attenzione ed aprire di nuovo il dibattito, alla ricerca di qualcosa che pare sfuggirci di mano: gli anelli mancanti, appunto.
Sul nr.4 di Tracce d&#8217;eternità, in download gratuito a fine settembre sul nostro portale, torneremo ad occuparci di questo volume.
(Simone Barcelli)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: left;">
<dl id="attachment_157" class="wp-caption  alignnone" style="width: 218px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a rel="attachment wp-att-157" href="http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/gli-anelli-mancanti/attachment/ines-curzio_copertinadef/"><img class="size-medium wp-image-157" title="ines-curzio_copertinadef" src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/09/ines-curzio_copertinadef-208x300.jpg" alt="La copertina del libro di Ines Curzio" width="208" height="300" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">La copertina del libro di Ines Curzio</dd>
</dl>
</div>
<p>E&#8217; un vero piacere presentare agli utenti di Paleoseti il libro d&#8217;esordio di <strong>Ines CURZIO,</strong> collaboratrice di <strong>Area di Confine</strong> e di  <strong>Tracce d&#8217;eternità</strong>. Beninteso, la nostra amica coltiva tanti altri interessi ma qui vogliamo segnalarne l&#8217;impegno nel campo di ricerca a noi più congeniale.  <span id="more-156"></span></p>
<p>&#8220;<strong>Gli anelli mancanti</strong>&#8220;, edito da <em>La Riflessione Davide Zedda Editore</em>, fresco di stampa, è un viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca delle origini dell&#8217;uomo, tra mitologia, scienza e archeologia. Per saperne di più è d&#8217;obbligo il rimando al sito <a href="http://www.glianellimancanti.com">www.glianellimancanti.com</a> ove troverete anche un video di presentazione.</p>
<div id="attachment_162" class="wp-caption alignleft" style="width: 245px"><a rel="attachment wp-att-162" href="http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/gli-anelli-mancanti/attachment/inesnuova-foto1/"><img class="size-full wp-image-162" title="inesnuova-foto1" src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/09/inesnuova-foto1.jpg" alt="Ines Curzio, l'autrice" width="235" height="244" /></a><p class="wp-caption-text">Ines Curzio, l&#39;autrice</p></div>
<p>L&#8217;autrice si interroga su diversi argomenti: l&#8217;esistenza dei Giganti, la loro asserita provenienza dalla mitica Atlantide, il diluvio universale, le similitudini esistenti nei resoconti mitologici di tutto il mondo.</p>
<p>Tematiche controverse, che da sempre fanno discutere studiosi e appassionati.</p>
<p>Ben venga, quindi, lo scritto di Ines, se non altro per ridestare l&#8217;attenzione ed aprire di nuovo il dibattito, alla ricerca di qualcosa che pare sfuggirci di mano: gli anelli mancanti, appunto.</p>
<p>Sul nr.4 di Tracce d&#8217;eternità, in download gratuito a fine settembre sul nostro portale, torneremo ad occuparci di questo volume.</p>
<p>(Simone Barcelli)</p>
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		<title>L&#8217;ultima corrispondenza di Yuri Leveratto</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 09:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SimoneBarcelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
		<category><![CDATA[Edicola]]></category>
		<category><![CDATA[Yuri Leveratto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco l'ultima avventura del nostro corrispondente dalla Colombia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: small;"><span class="titolonotizia"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="FONT-FAMILY: Georgia"><a rel="attachment wp-att-133" href="http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/lultima-corrispondenza-di-yuri-leveratto/attachment/thumbnail1/"><img class="aligncenter size-full wp-image-133" title="petroglifo" src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/09/thumbnail1.jpg" alt="petroglifo" width="360" height="270" /></a>I petroglifi dei Monti di Maria, eredità dei Sinù </span></strong></span><strong style="mso-bidi-font-weight: normal"></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span><br />
<span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span><br />
<span style="FONT-FAMILY: Georgia"><span style="font-size: small;">Nella costa caraibica colombiana, più precisamente nei Monti di Maria, vi sono alcuni siti archeologici completamente sconosciuti, ma molto importanti per lo studio approfondito dei primi abitatori della zona, che svilupparono poi la stupefacente cultura dei Sinù.<span id="more-132"></span><br />
Già alcuni studi archeologici effettuati nel secolo scorso a Puerto Hormiga, avevano provato che alcuni gruppi di nativi vi si erano stabiliti intorno al 3000 a.C. (a tale periodo risalgono alcuni pezzi di ceramica). La terracotta ritrovata però nei Monti di Maria (che oggi può vedersi nel museo del paese di San Jacinto), risale al 4000 a.C., ed è pertanto la più antica d’America.<br />
Per raggiungere i petroglifi dei Monti di Maria, una zona che purtroppo fu teatro di frequenti scontri armati negli anni passati e che solo da poco tempo è stata pacificata, bisogna percorrere angusti sentieri e inoltrarsi nella spessa selva tropicale, che probabilmente un tempo si estendeva in gran parte della costa caraibica.<br />
Si possono osservare tre petroglifi principali. Il primo situato in un affluente del torrente Rastro, rappresenta alcuni volti, probabilmente di cacique, ovvero capi spirituali e politici del tempo. Il secondo e il terzo, più importanti, sempre situati nel torrente Rastro, ma molto più a valle, nel municipio di San Juan Nepomuceno, raffigurano 4 volti, che si riferiscono possibilmente a 4 capi spirituali dell’epoca dei Sinù.</span></span><br />
<span style="FONT-FAMILY: Georgia"><span style="font-size: small;"><object width="340" height="285" data="http://www.youtube.com/v/TMuKMqjpFSw&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TMuKMqjpFSw&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object>Nella parte superiore di uno di essi si notano altri 2 volti, che secondo me stanno a significare gli antenati della persona rappresentata.<br />
Si pensa che la cultura Sinù, iniziò a svilupparsi intorno al secondo secolo dell’era di Cristo. Erano esperti d’irrigazione e agricoltura, infatti avevano costruito dei canali che permettevano loro di trasportare l’acqua fino ai campi più lontani dai torrenti. Avevano dato la giusta pendenza a detti fossati, tanto che ancora oggi molti di essi vengono utilizzati.<br />
Secondo alcuni linguisti, il popolo dei Sinù aveva un’origine amazzonica, in quanto parlava una lingua del ceppo Caribe. Purtroppo nessuno parla più questa lingua oggi nel dipartimento di Cordoba, e pertanto è molto difficile stabilire con certezza la vera origine dei Sinù.<br />
Si sa però che erano esperti artigiani, e fabbricavano meravigliose ceramiche e splendidi tessuti di cotone, che scambiavano con i popoli vicini.<br />
All’arrivo del terribile conquistador Pedro de Heredia, il popolo dei Sinù si divideva in tre domini: Pancenù, Fincenù e Cenofana. Vi erano tre centri principali: Mexion, Yapel e Fincenù. Quest’ultimo era il luogo religioso più importante e veniva utilizzato per la sepoltura dei cacique. Le tombe venivano adornate d’oro e pietre preziose ai quali i Sinù non davano un valore intrinseco, ma piuttosto spirituale, connesso alla Divinità principale, il Sole. I monili d’oro, magnificamente lavorati, venivano lasciati insieme ad armi e tessuti nelle tombe per accompagnare il defunto nell’ultimo viaggio.<br />
Purtroppo, come ho accennato prima, questa cultura fu annientata dal feroce Pedro de Heredia, che non solo saccheggiò spudoratamente le tombe Sinù, per appropriarsi dell’oro sepolto, ma torturò e trucidò vilmente moltissimi nativi, per farsi dire dove era nascosto altro oro.<br />
Il conquistador Pedro de Heredia viene ricordato con una statua a Cartagena de Indias, ma poco si dice sulla sua reale e feroce natura di genocida di un popolo pacifico e tranquillo come i Sinù.<br />
Oggi sono venuti alla luce questi importanti petroglifi, eredità della cultura Sinù, nei Monti di Maria.<br />
Si spera che le autorità locali organizzino visite guidate e controllate ai siti archeologici, per evitare dannosi e stupidi vandalismi che danneggerebbero per sempre segni di antiche culture che devono essere valorizzate e studiate.</span></span><br />
<span style="FONT-FAMILY: Georgia"><span style="font-size: small;">YURI LEVERATTO<br />
Copyright 2009</span></span></p>
<p>Per altre informazioni sul genocidio dei Sinù clicca qui: <a href="http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=13"><span style="font-size: small;">http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=13</span></a></p>
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		<title>UN UMILIANTE SEGRETO DELL&#8217;ANTICO EGITTO. Rivelato dall&#8217;iscrizione in una tomba</title>
		<link>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/un-umiliante-segreto-dellantico-egitto-rivelato-dalliscrizione-in-una-tomba/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 20:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
		<category><![CDATA[Edicola]]></category>
		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[egittologia]]></category>
		<category><![CDATA[news archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[storia antica]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli studiosi sono convinti che gli antichi Egizi siano stati "cancellati" fuori della storia, in una delle loro più umilianti sconfitte in battaglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_112" class="wp-caption aligncenter" style="width: 298px"><img class="size-full wp-image-112" title="tomba egizia - partic." src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/08/4587-tombegit.jpg" alt="tomba egizia - partic." width="288" height="452" /><p class="wp-caption-text">tomba egizia - partic.</p></div>
<p>Dalya Alberge riferisce sui dettagli della sconfitta subita dagli antichi Egizi, da parte di un&#8217;altra superpotenza del Nilo, e su come tali dettagli siano stati tenuti nascosti.<span id="more-111"></span></p>
<p>Gli studiosi sono convinti che gli antichi Egizi siano stati &#8220;cancellati&#8221; fuori della storia, in una delle loro più umilianti sconfitte in battaglia.</p>
<p>Un&#8217;iscrizione di 3500 anni fa, conservata presso il British Museum, dimostra che il regno di Kush sudanese riuscì a distruggere i suoi vicini settentrionali.</p>
<p>La rivelazione è contenuta in 22 linee di sofisticati geroglifici decifrati da egittologi del British Museum e egiziani, dopo la scoperta avvenuta nel mese di febbraio del 2003 in una tomba riccamente decorata a El Kab, vicino a Tebe, in Egitto.</p>
<p>Vivian Davies, Custode del Dipartimento del museo dell&#8217;Antico Egitto e del Sudan, ha affermato: &#8220;Per molti versi questa è la scoperta di una vita, che cambia le carte in tavola&#8221;. Siamo assolutamente sconvolti da essa&#8221;.</p>
<p>L&#8217;iscrizione fornisce dettagli importanti, in precedenza sconosciuti, di battaglie senza precedenti &#8220;sin dai tempi di dio&#8221; ossia dall&#8217;inizio dei tempi. Gli esperti ritengono che l&#8217;umiliazione della sconfitta fosse tale, che gli antichi Egizi preferirono ometterne il ricordo dalla loro storia.</p>
<p>Le descrizioni contemporanee egiziane hanno indotto gli storici a ritenere che il regno di Kush fosse debole e in uno stato di barbarie per centinaia di anni, anche se vantava una società complessa con vaste risorse d&#8217;oro e dominava le principali rotte commerciali nel cuore d&#8217;Africa. Esso infine conquistò l&#8217;Egitto, nel secolo VIII a.C.</p>
<p>Mr. Davies, che ha guidato il progetto comune tra il British Museum e il gruppo di archeologi egiziani, ha dichiarato: &#8220;Ora è chiaro che Kush fosse una superpotenza che aveva la capacità di invadere l&#8217;Egitto. E&#8217; stata una grande invasione, che ha sconvolto l&#8217;intera regione, un evento che è rimasto privo di documenti.</p>
<p>&#8220;Hanno spaziato oltre le montagne, il Nilo, senza limiti. Questa è la prima volta che ne abbiamo la prova. Chiaramente Kush, in quel momento, conquistando l&#8217;Egitto, s&#8217;impadronì del supremo potere nella Valle del Nilo.</p>
<p>&#8220;Se si fossero limitati ad occupare l&#8217;Egitto, i Kushiti potrebbero averlo eliminato. Si sarebbe raggiunta l&#8217;estinzione della civiltà dell&#8217;antico Egitto. Ma gli Egiziani erano abbastanza resistenti per sopravvivere, e poco dopo iniziò la grande età imperiale nota come il Nuovo Regno. I Kushiti non erano interessati a prolungare l&#8217;occupazione. Essi si limitarono al saccheggio di molti oggetti preziosi, un simbolo di dominazione. Essi fecero un sacco di danni&#8221;.</p>
<p>L&#8217;iscrizione è stata trovata tra due camere interne, scavate in una tomba nella roccia, ed era coperta di fuliggine e di sporco. Gradualmente la sporcizia è stata rimossa.</p>
<p>Mr. Davies ha dichiarato: &#8220;Ho pensato che fosse un testo religioso, ma si è rivelato storico. A poco a poco, un vero e proprio racconto è emerso, un nuovo testo scritto in vernice rossa, con la lettura da destra a sinistra&#8221;.</p>
<p>La tomba apparteneva a Sobeknakht, un governatore di El Kab, un&#8217;importante capitale provinciale, durante l&#8217;ultima parte della XVII dinastia (circa 1575-1550 a.C.).</p>
<p>L&#8217;iscrizione descrive una feroce invasione dell&#8217;Egitto da parte degli eserciti kushiti e dei loro alleati del sud, compresa la terra di Punt, sulla costa meridionale del Mar Rosso. Si dice che vasti territori sono stati colpiti e Sobeknakht è mostrato nell&#8217;eroico ruolo di organizzatore di un contro-attacco.</p>
<p>Il testo assume la forma di un discorso rivolto da parte di Sobeknakht ai sopravvissuti: &#8220;Ascoltate voi, che siete in vita sulla terra&#8230; Kush è venuto&#8230; Si è mosso in tutta la sua estensione, ha sollevato le tribù di Wawat&#8230; la Terra di Punt e la Medjaw&#8230;&#8221; Esso descrive il ruolo decisivo svolto dalla &#8220;forza della grande Nekhbet&#8221;, la dea-avvoltoio di El Kab, come &#8220;forza del cuore contro i Nubiani, che sono stati bruciati nel fuoco&#8221;, mentre il &#8220;capo dei nomadi è sceso attraverso l&#8217;esplosione della sua fiamma&#8221;.</p>
<p>La scoperta spiega perché tesori egiziani, tra cui statue, steli e un elegante vasellame d&#8217;alabastro trovata nella tomba reale a Kerma, fossero sepolti in tombe kushite: erano i trofei di guerra.</p>
<p>Mr. Davies ha dichiarato: &#8220;Questo non è mai stato adeguatamente spiegato in precedenza. Ora ha un senso. E&#8217; la chiave che apre le informazioni. Ora sappiamo che sono stati saccheggiati trofei, simboli del potere di tali re sugli egiziani. Ognuno dei quattro principali re di Kush riportò tesori saccheggiati&#8221;.</p>
<p>La tomba di El Kab è stata saccheggiata molto tempo fa, probabilmente nell&#8217;antichità. Vi è abbastanza per indagare ulteriormente su un enorme sito e il Consiglio supremo delle Antichità d&#8217;Egitto ora ritiene che procedere a tali attività costituisca una priorità.</p>
<div class="txt1 floatRight"><em>di Dalya Alberge</em></div>
<p>link: <a href="http://www.timesonline.co.uk/" target="_blank">http://www.timesonline.co.uk</a></p>
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		<title>Atlantide:nuove scoperte e ipotesi</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 12:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
		<category><![CDATA[atlantide]]></category>
		<category><![CDATA[tartessos]]></category>
		<category><![CDATA[teoria atlantide]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mito che potrebbe essere realtà. La grande civiltà tramandata dagli Egizi e raccontata da Platone fu travolta da un enorme tsunami, per la prima volta nella storia delle ricerche su Atlantide i maggiori esperti sembrano finalmente d&#8217;accordo su questo punto centrale. «Le due tesi principali oggi in concorrenza su quale fosse l&#8217;Atlantide di Platone sono Santorini, nell&#8217;Egeo, e Donana, sulla costa atlantica spagnola, e in entrambi i casi gli esperti sono ormai orientati a credere che venne distrutta da un grande tsunami», dice Rainer Kuehne.


Lo studioso tedesco è con le sue ricerche l&#8217;ispiratore, insieme a Werner Wickboldt, degli scavi che iniziano sulla costa dell&#8217;Andalusia alla ricerca della misteriosa città di Tartessos, forse all&#8217;origine del mito di Atlantide.
«Io sono convinto dell&#8217;ipotesi Tartessos &#8211; dice Kuehne &#8211; anche se alcuni argomenti giustificano la tesi, proposta nel 1950 dal prof. Spyridon Marinatos, secondo cui la grande eruzione vulcanica che distrusse Santorini sarebbe stata all&#8217;origine sia del collasso della civiltà minoica che della leggenda di Atlantide». Studi e rilevazioni hanno convinto da tempo archeologi e geologi che l&#8217;isola di Thera, i cui resti sono oggi Santorini, fu distrutta a metà del secondo millennio a.C. da una grande eruzione, molte volte più violenta di <a href='http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/atlantidenuove-scoperte-e-ipotesi/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un mito che potrebbe essere realtà. La grande civiltà tramandata dagli Egizi e raccontata da Platone fu travolta da un enorme tsunami, per la prima volta nella storia delle ricerche su Atlantide i maggiori esperti sembrano finalmente d&#8217;accordo su questo punto centrale. «Le due tesi principali oggi in concorrenza su quale fosse l&#8217;Atlantide di Platone sono Santorini, nell&#8217;Egeo, e Donana, sulla costa atlantica spagnola, e in entrambi i casi gli esperti sono ormai orientati a credere che venne distrutta da un grande tsunami», dice Rainer Kuehne.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-87" title="atlantide_rappresentazione" src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/08/atlantide_rappresentazione-300x205.jpg" alt="atlantide_rappresentazione" width="300" height="205" /><br />
<span id="more-86"></span><br />
Lo studioso tedesco è con le sue ricerche l&#8217;ispiratore, insieme a Werner Wickboldt, degli scavi che iniziano sulla costa dell&#8217;Andalusia alla ricerca della misteriosa città di Tartessos, forse all&#8217;origine del mito di Atlantide.</p>
<p>«Io sono convinto dell&#8217;ipotesi Tartessos &#8211; dice Kuehne &#8211; anche se alcuni argomenti giustificano la tesi, proposta nel 1950 dal prof. Spyridon Marinatos, secondo cui la grande eruzione vulcanica che distrusse Santorini sarebbe stata all&#8217;origine sia del collasso della civiltà minoica che della leggenda di Atlantide». Studi e rilevazioni hanno convinto da tempo archeologi e geologi che l&#8217;isola di Thera, i cui resti sono oggi Santorini, fu distrutta a metà del secondo millennio a.C. da una grande eruzione, molte volte più violenta di quella del Krakatoa che nel 1883 provocò uno tsunami di 40 metri e uccise 36.000 persone. E nel 2007 un gruppo di ricercatori trovò prove di uno tsunami tra 60 e 150 metri di altezza abbattutasi sulla Creta del Labirinto e del Minotauro nello stesso periodo dell&#8217;eruzione di Thera e confermando cosi lo spaventoso impatto sulla costa dove vivevano i minoici, commercianti e marinai. Secondo Kuehne, sebbene la catastrofe di Thera non distrusse le principali città minoiche, «è verosimile che abbia indebolito la loro civiltà facilitando il fiorire di quella micenea».</p>
<p>Uno tsunami come causa della fine di Atlantide è oggi d&#8217;altra parte al centro anche della tesi secondo cui Platone si sarebbe ispirato all&#8217;antica città di Tartessos, in Andalusia, davanti alle Colonne d&#8217;Ercole, l&#8217;attuale Stretto di Gibilterra, dove proprio in questi giorni stanno partendo gli scavi nelle paludi di Donana. Il geologo del gruppo di esploratori spagnoli, Antonio Rodriguez ha suggerito, sulla base di prospezioni, un&#8217;enorme onda anomala, tra il 1500 a.C e il secondo secolo d.C, come causa dell&#8217;allagamento di Donana e della scomparsa di Tartessos, sin qui spiegata con la distruzione da parte dei Cartaginesi.</p>
<p>Di Tartessos non esiste sinora neppure la certezza della esistenza non essendo mai stata oggetto di un grande scavo. Forse fondata intorno al 1200 a.C. dai Tirseni, originari della Lidia e antenati degli Etruschi, citata da Erodoto e Strabone, quando i Romani occuparono la Spagna nel III secolo a.C, la città era già svanita nella leggenda. Gli archeologi spagnoli, guidati da Sebastian Celestino e Juan Josè Villarias Robles, partendo dalle tesi del tedesco Adolf Schulten all&#8217;inizio del Novecento, hanno compiuto rilevamenti aerei e sondaggi geologici che hanno confermato l&#8217;esistenza di strutture geometriche che, secondo le ricerche di Wickboldt e Kuehne a partire da foto satellitari, potrebbero essere i templi e i canali di Atlantide descritti da Platone nei dialoghi Timeo e Crizia. Ed ora gli archeologi hanno infine ottenuto i permessi per scavi nel parco nazionale di Donana che potrebbero trasformare il mito della grande civiltà scomparsa in una straordinaria realtà storica.</p>
<p><a title="Atlantide fu distrutta da uno Tsunami" href="http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=71181&amp;sez=LEALTRE#" target="_blank">Fonte</a></p>
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