Paleoseti Network

Il prossimo mese è ricco di appuntamenti per chi s’interessa delle tematiche di questo sito. Pensiamo quindi di fare cosa gradita segnalando incontri e conferenze in giro per la penisola. Gli organizzatori di simili eventi possono inoltrare le locandine, riferite ai prossimi mesi, per l’inserimento sul portale Paleoseti. Gli utenti, dal canto loro, possono inoltrare alla redazione di “Tracce d’eternità” un resoconto per l’eventuale pubblicazione sulla nostra rivista.

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Letture Totali 353 

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Nuova Zelanda – Per quasi quarant’anni, gli automobilisti che guidano fra Orewa e Silverdale sono stati intrigati da un insieme di massi sferici enormi a lato dell’intersezione che conduce alla penisola di Whangaparoa.

I massi, varianti da circa 3 a 10 m di circonferenza, erano argomento di considerevole polemica e di discussioni quando furono scoperti nel 1971. A quel tempo, si stava costruendo una nuova autostrada fra Silverdale e Orewa e l’ostacolo principale era la collina di Silverdale. Mentre il bulldozer e le altre macchine tagliavano la parte superiore della collina, incontrarono un insieme di circa di dozzina di grandi massi. Da allora in poi, il bulldozer hanno dovuto tagliare via il terreno che circonda le pietre per esporle. Successivamente i massi sono stati spostati giù al lato occidentale della collina, dove sono stati disposti in bell’ordine. Continue reading »

Letture Totali 382 

new_libroproclamatoIn esclusiva per gli utenti di Paleoseti.it siamo in grado di anticipare, per gentile concessione dell’autore Michele Proclamato, la copertina del suo ultimo libro, in vendita dal 24 settembre 2009: “La storia millenaria dei cerchi nel grano” (Editore Melchisedek, pag.180, euro 22) che rappresenta un’ulteriore tappa degli originali studi a cui si dedica ormai da anni.
Per chi ha letto la monografia di agosto 2009 de “I Misteri di Hera” (Acacia Edizioni), dedicata a questa tematica, sarà l’occasione per approfondire le proprie conoscenze al riguardo. Continue reading »

Letture Totali 203 

La CNN ci mostra un servizio in cui si descrive l’avvistamento di un essere dall’aspetto di un grosso primate fotografato ai margini del giardino di una casa di Jefferson County Kentucky.

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Al meno che non si tratti di un gorilla scappato da qualche zoo, cosa non molto probabile ma non impossibile, rimane la suggestiva ipotesi dello Sasquatch, come la chiamavano i nativi americani. Di recente sono state azzardate ipotesi extradimensionali o di mutliversi, per spiegare l’origine di un essere che non ha mai smesso di essere avvistato in molti paesi del mondo ma che non lascia mai traccia di sè.

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Letture Totali 199 
La copertina del libro di Ines Curzio
La copertina del libro di Ines Curzio

E’ un vero piacere presentare agli utenti di Paleoseti il libro d’esordio di Ines CURZIO, collaboratrice di Area di Confine e di  Tracce d’eternità. Beninteso, la nostra amica coltiva tanti altri interessi ma qui vogliamo segnalarne l’impegno nel campo di ricerca a noi più congeniale.   Continue reading »

Letture Totali 207 

petroglifoI petroglifi dei Monti di Maria, eredità dei Sinù



Nella costa caraibica colombiana, più precisamente nei Monti di Maria, vi sono alcuni siti archeologici completamente sconosciuti, ma molto importanti per lo studio approfondito dei primi abitatori della zona, che svilupparono poi la stupefacente cultura dei Sinù. Continue reading »

Letture Totali 244 
stonehenge

stonehenge

Per oltre 50 anni gli esperti archeologici hanno perpetuato l’idea che il cerchio di pietre di Stonehenge sia stato eretto in varie fasi, nell’arco di un periodo di 1000 anni, sulla base di elementi recuperati da scavi nella prima metà del sec. XX.

Appare incredibile come il Sarsen Circle e i Trilithons, che insieme compongono un totale di settantacinque pietre, siano stati datati col metodo del radiocarbonio solo sulla base di due campioni di tessuto osseo trovati nello scavo delle fondazioni. Continue reading »

Letture Totali 454 
tomba egizia - partic.

tomba egizia - partic.

Dalya Alberge riferisce sui dettagli della sconfitta subita dagli antichi Egizi, da parte di un’altra superpotenza del Nilo, e su come tali dettagli siano stati tenuti nascosti. Continue reading »

Letture Totali 547 
Palacio de las Acanaladuras (Tikal)

Palacio de las Acanaladuras (Tikal)

Una nuova risposta all’enigmatica fine della civiltà Maya giunge da oltreoceano: il paleobotanico David Lentz (University of Cincinnati) e la sua equipe hanno studiato le costruzioni in legno dei palazzi e dei templi della città maya guatemalteca Tikal, dimostrando che la ragione principale del decadimento di questa gloriosa civiltà, incominciato nel IX sec. dopo Cristo, fu l’esaurimento delle risorse naturali.  Continue reading »

Letture Totali 243 

sole e giove-caldo

Individuato nel sistema extrasolare, è uno dei sistemi cosiddetti “Giovi-caldi”. Ma non rispetta le leggi fisiche che li governano. E la ricerca si mette in discussione

Il sistema extrasolare è sempre più affollato. Un gruppo di astrofisici ha scoperto WASP-18b, un pianeta appartenente alla cosiddetta categoria dei “Giovi-caldi” che possiede una massa 10 volte superiore a quella di Giove e un periodo di rivoluzione inferiore a un giorno. Queste eccezionali proprietà mettono in discussione tutta la fisica che finora aveva descritto i cosiddetti Giovi-caldi, come spiegano sulle pagine di Nature i ricercatori coordinati da Coel Hellier, della Keele University (UK).

I Giovi-caldi sono pianeti del sistema extrasolare che orbitano molto vicino alla loro stella madre, dalla quale si sono originati. Numeri alla mano, mentre la Terra dista ben 150 milioni di chilometri dal Sole, i Giovi-caldi possono trovarsi anche a soli 4,5 milioni di chilometri dalla loro stella. Pianeti e stelle costituiscono una sistema binario in cui operano interazioni di diversa natura. Tra queste, ci sono le forze mareali, in grado di modificare orbite e periodi dei componenti del sistema. Secondo la teoria delle forze mareali applicata ai sistemi Giovi-caldi, i pianeti si avvicinano progressivamente alla loro stella madre sino alla distruzione. La velocità della “caduta” dipende dalla massa del pianeta, dal raggio della sua orbita e dal coefficiente di dissipazione mareale Q, ovvero il rapporto tra l’energia effettiva della stella e quella persa a causa dell’azione delle forze mareali. In base ai risultati di precedenti misurazioni, Q dovrebbe aggirarsi intorno a 105-106.
Se questa stima fosse esatta, i ricercatori hanno calcolato che WASP-18p avrebbe una vita molto più corta della sua stella madre, WASP-18. Le possibili spiegazioni a questa apparente contraddizione sono due: o i calcoli effettuati per WASP-18 sono errati e la stella ha un’esistenza eccezionalmente breve, o il suo coefficiente Q è molto più elevato di quanto si pensasse, nell’ordine di 109. Solo in questo caso, infatti, pianeta e stella madre vivrebbero nel medesimo arco di tempo. In entrambi i casi, i ricercatori ammettono la necessità di riconsiderare tutta la fisica dei sistemi Giovi-caldi. In quest’ottica, WASP-18p è un pianeta di straordinaria importanza sia per studiare le dinamiche di questi speciali sistemi binari, sia per conoscere la composizione del nucleo delle stelle, dato che il valore di Q è funzione della dissipazione di energia a opera delle forze mareali. (m.s.)

Fonte: Nature doi:10.1038/nature08245

Letture Totali 202 

Documentazione Paleoseti

Comunichiamo agli utenti che stiamo provvedendo ad inserire tutto l'archivio documentale del portale su Scribd. In questo modo potrete: o consultare on line o (se iscritti al sito Scribd) scaricarvi i documenti. Trovate al momento i tre numeri di TDE, la rivista elettronica di Paleoseti, degli approfondimenti dei collaboratori Simone Barcelli e ESquel, e documenti di ricercatori su ufo, ufologia, archeologia. L'archivio verrà costantemente aggiornato e non si esclude, per una più facile navigazione di implementare i documenti nuovamente sul portale.

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