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L’articolo propone una chiave di lettura coerente per manifestazioni psichiche affatto peculiari e apparentemente diverse fra loro quali le abduction, i sogni lucidi, le oobe, i falsi risvegli, etc.. Il modello presuppone il superamento della dicotomia  psiche/materia ed è sviluppato prendendo in considerazione due casi concreti. Il primo è il caso di Giovanna Podda, il secondo è un sogno assai singolare avuto da Michele (un utente usenet che l’ha condiviso sul news group it.discussioni.sogni).

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Il presente articolo prende spunto, ancora una volta, da una interessante discussione avvenuta su di un  News Group (it.discussioni.misteri – gerarchia usenet), nata da un post dell’utente Jasmine e riferito ad un articolo comparso su “Le Scienze” nel febbraio 2008 dal titolo “Gli alieni sono fra noi?”

Nell’articolo si accenna alla possibile esistenza, sulla terra, di forme di vita profondamente differenti da quelle che conosciamo, magari basate su un DNA sinistrorso piuttosto che destrorso, oppure su amminoacidi diversi o, ancora, su atomi diversi (ad es.: arsenico in luogo di fosforo). Forme che, proprio per la loro profonda diversità, non entrerebbero in immediata competizione con la vita che conosciamo.

 

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L’IM-Teoria o “Teoria dell’Inconscio Multiversale” nasce, quasi per scherzo, per tentare anzitutto di spiegare come gli alieni potrebbero essere giunti sino a noi, nonché e più in generale per cercare di fornire una base razionale ai c.d. fenomeni paranormali. http://www.paleoseti.it/download/?did=2

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tomba egizia - partic.

tomba egizia - partic.

Dalya Alberge riferisce sui dettagli della sconfitta subita dagli antichi Egizi, da parte di un’altra superpotenza del Nilo, e su come tali dettagli siano stati tenuti nascosti. Continue reading »

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sole e giove-caldo

Individuato nel sistema extrasolare, è uno dei sistemi cosiddetti “Giovi-caldi”. Ma non rispetta le leggi fisiche che li governano. E la ricerca si mette in discussione

Il sistema extrasolare è sempre più affollato. Un gruppo di astrofisici ha scoperto WASP-18b, un pianeta appartenente alla cosiddetta categoria dei “Giovi-caldi” che possiede una massa 10 volte superiore a quella di Giove e un periodo di rivoluzione inferiore a un giorno. Queste eccezionali proprietà mettono in discussione tutta la fisica che finora aveva descritto i cosiddetti Giovi-caldi, come spiegano sulle pagine di Nature i ricercatori coordinati da Coel Hellier, della Keele University (UK).

I Giovi-caldi sono pianeti del sistema extrasolare che orbitano molto vicino alla loro stella madre, dalla quale si sono originati. Numeri alla mano, mentre la Terra dista ben 150 milioni di chilometri dal Sole, i Giovi-caldi possono trovarsi anche a soli 4,5 milioni di chilometri dalla loro stella. Pianeti e stelle costituiscono una sistema binario in cui operano interazioni di diversa natura. Tra queste, ci sono le forze mareali, in grado di modificare orbite e periodi dei componenti del sistema. Secondo la teoria delle forze mareali applicata ai sistemi Giovi-caldi, i pianeti si avvicinano progressivamente alla loro stella madre sino alla distruzione. La velocità della “caduta” dipende dalla massa del pianeta, dal raggio della sua orbita e dal coefficiente di dissipazione mareale Q, ovvero il rapporto tra l’energia effettiva della stella e quella persa a causa dell’azione delle forze mareali. In base ai risultati di precedenti misurazioni, Q dovrebbe aggirarsi intorno a 105-106.
Se questa stima fosse esatta, i ricercatori hanno calcolato che WASP-18p avrebbe una vita molto più corta della sua stella madre, WASP-18. Le possibili spiegazioni a questa apparente contraddizione sono due: o i calcoli effettuati per WASP-18 sono errati e la stella ha un’esistenza eccezionalmente breve, o il suo coefficiente Q è molto più elevato di quanto si pensasse, nell’ordine di 109. Solo in questo caso, infatti, pianeta e stella madre vivrebbero nel medesimo arco di tempo. In entrambi i casi, i ricercatori ammettono la necessità di riconsiderare tutta la fisica dei sistemi Giovi-caldi. In quest’ottica, WASP-18p è un pianeta di straordinaria importanza sia per studiare le dinamiche di questi speciali sistemi binari, sia per conoscere la composizione del nucleo delle stelle, dato che il valore di Q è funzione della dissipazione di energia a opera delle forze mareali. (m.s.)

Fonte: Nature doi:10.1038/nature08245

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