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	<title>Paleoseti &#187; Archeologia</title>
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		<title>LA COSTRUZIONE DI STONEHENGE con quale sequenza sono state disposte le pietre? di Dean Talboys</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 13:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simonetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia misteriosa]]></category>
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		<category><![CDATA[storia antica]]></category>

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		<description><![CDATA[Per oltre 50 anni gli esperti archeologici hanno perpetuato l'idea che il cerchio di pietre di Stonehenge sia stato eretto in varie fasi, nell'arco di un periodo di 1000 anni, sulla base di elementi recuperati da scavi nella prima metà del sec. XX.

Appare incredibile come il Sarsen Circle e i Trilithons, che insieme compongono un totale di settantacinque pietre, siano stati datati col metodo del radiocarbonio solo sulla base di due campioni di tessuto osseo trovati nello scavo delle fondazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_122" class="wp-caption aligncenter" style="width: 660px"><img class="size-full wp-image-122" title="stonehenge" src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/09/stone1.jpg" alt="stonehenge" width="650" height="350" /><p class="wp-caption-text">stonehenge</p></div>
<p>Per oltre 50 anni gli esperti archeologici hanno perpetuato l&#8217;idea che il cerchio di pietre di Stonehenge sia stato eretto in varie fasi, nell&#8217;arco di un periodo di 1000 anni, sulla base di elementi recuperati da scavi nella prima metà del sec. XX.<br />
<img src="http://www.liutprand.it/articoliMondo/stone2.jpg" alt="" /></p>
<p>Appare incredibile come il Sarsen Circle e i Trilithons, che insieme compongono un totale di settantacinque pietre, siano stati datati col metodo del radiocarbonio solo sulla base di due campioni di tessuto osseo trovati nello scavo delle fondazioni.<span id="more-121"></span>Si ritiene che i Sarsen Trilithons al centro del sito siano stati eretti nel periodo 2440-2100 a.C., circa 400 anni dopo il Sarsen Circle che li circonda. Questa sequenza di eventi totalmente illogica è corroborata dall’interpretazione degli scavi fatta dal professor R.J.C. Atkinson, che ha scoperto rampe angolate verso le facce esterne di molte pietre nel Sarsen Circle e tracce di resti di pali di legno sotto terra, sulle facce interne delle loro fondazioni.<br />
Nel 1923 l’ingegner EH Stone suggerì che le pietre fossero state spostate nelle loro posizioni dal di fuori del Sarsen Circe, e poi erette in posizione verticale all&#8217;interno del cerchio. I pali di legno (le cosiddette &#8216;guarnizioni anti-frizione&#8217;) erano ritenuti necessari per impedire che la base appuntita della pietra danneggiasse la parte posteriore del foro durante lo scivolamento. È questo il metodo che ha trovato il favore degli archeologi ed ha influenzato la percezione della sequenza di costruzione del sito, ma soffre di diversi inconvenienti dal punto di vista meccanico.<br />
1. La profondità del foro deve essere calcolata per l&#8217;altezza desiderata della pietra sopra terra (essenziale per livellare l&#8217;anello di architravi di pietra, in alto).<br />
2.	Il punto in cui la pietra rimane in equilibrio, prima di cadere nella rampa, è una causa di incertezza e d’errore.<br />
3.	La caduta nel buco è incontrollata.<br />
4.	L&#8217;intero peso della pietra dev’essere controbilanciato, per poterla disporre eretta.<br />
5.	Una volta eretta, la pietra rimane instabile in quanto poggia su una base rozzamente appuntita.</p>
<p align="center"><img src="http://www.liutprand.it/articoliMondo/stone3.jpg" alt="" /></p>
<p>Inoltre, le centinaia di persone necessarie per spostare ed erigere una pietra in questo modo interferirebbero con le altre pietre già erette sul lato opposto del cerchio. Questo particolare problema diventa quasi impossibile da risolvere senza l&#8217;uso di una gru per posizionare i massicci Trilithons con l&#8217;intero Sarsen Circle (è stato già abbastanza difficile, durante il ripristino del sito, con più della metà del Sarsen Circle mancante).<br />
Ogni tentativo di ricreare le tecniche &#8216;neolitiche&#8217; per la movimentazione e il montaggio convenientemente utilizza pietre piatte prefabbricate in calcestruzzo.<br />
In nessun luogo ciò è meglio illustrato che sul sito web di W.T. &#8216;Wally&#8217; “The Forgotten Technology”. In realtà solo una faccia ed i lati di ogni pilastro del Sarsen Circle e dei Trilithons erano lavorati come facce piane. Come potete vedere dalla foto, è la superficie interna di ogni pilastro del Sarsen Circle che è liscia &#8211; la superficie esterna rimane nel suo stato naturale.</p>
<p align="center"><img src="http://www.liutprand.it/articoliMondo/stone4.jpg" alt="" /></p>
<p>Se Stonehenge era un tempio, non ci aspettiamo di trovare due facce lavorate lisce, o almeno che la faccia liscia apparisse all’esterno, sotto gli occhi di tutti?<br />
La faccia piatta rende possibile il trasporto e il posizionamento delle pietre, prima della loro erezione. Era semplicemente impossibile spostare le pietre sul lato incompiuto, e tantomeno compiere il movimento mostrato da Wally.<br />
Se i pilastri Sarsen fossero stati eretti e posizionati in base al metodo di E.H. Stone, la faccia piatta sarebbe sulla parte esterna del cerchio!</p>
<p align="center"><img src="http://www.liutprand.it/articoliMondo/stone5.jpg" alt="" /></p>
<p>Le pietre devono essere state disposte da dentro verso fuori. Per raggiungere questo obiettivo le pietre sarebbero state collocato all&#8217;interno della circonferenza del cerchio prima di scavare i buchi. Ogni pietra è poi spostata in posizione e viene disposto un punto d&#8217;appoggio in legno (o culla) che permetterà di fare oscillare la pietra sino alla posizione eretta. La rampa, che permette di rimuovere la roccia in eccesso, è essenziale per ripulire la base della pietra quando si compie l’altalena per metterla in posizione. I pali di legno evitano il collasso della faccia verticale posteriore del buco, sotto la pressione del fulcro. Il metodo è superiore da un punto di vista meccanico a quello di Stone, in ogni senso.<br />
1.	L&#8217;altezza sul suolo può essere pre-determinata come la distanza dal fulcro.<br />
2.	La pietra è sollevata, e può essere abbassata di nuovo, in condizioni controllate.<br />
3. Il peso da sollevare è compensato dal peso di pietra sul lato opposto del fulcro (questo è particolarmente rilevante se si considera che le pietre erano più pesanti verso il basso, a causa della forma leggermente affusolata verso l&#8217;alto).<br />
4.	Una volta eretta, la culla di legname consente l&#8217;allineamento finale alla circonferenza del cerchio.</p>
<p align="center"><img src="http://www.liutprand.it/articoliMondo/stone6.jpg" alt="" /></p>
<p>Oltre a richiedere un minor numero di persone, il fatto che i massi siano tirati in piedi dal di fuori del cerchio utilizzando questo metodo permetterebbe di innalzare più pietre al tempo stesso. Ciò non solo ha per conseguenza la superficie piatta di ogni pilastro verso l&#8217;interno del cerchio, ma supporta anche la logica conclusione che i Trilithons siano stati eretti prima, e il Sarsen Circe dopo.<br />
Non sarebbe la prima volta che un aspetto importante nella progettazione di Stonehenge è stato trascurato nel tentativo di datare il sito saldamente all&#8217;interno del periodo Neolitico.&lt; Si legga cosa aveva da dire su Stonehenge Ronald Hutton, professore di Storia presso l&#8217;Università di Bristol, in un recente articolo del Times Literary Supplement:<br />
• Stonehenge appare semplicemente come una realizzazione unica: nessun altra struttura antica in Europa ha la sua stessa forma caratteristica<br />
• E&#8217; molto raro trovare un monumento preistorico in Gran Bretagna, fatto di grosse pietre che sono state cavate a più di cinque miglia di distanza<br />
•	Tale impresa è unica in tutta la preistoria britannica, e può esserlo in tutta Europa<br />
• A differenza delle altre centinaia di cerchi di pietre del Neolitico in Bretagna, quello di Stonehenge è stato costruito come una serie di schermi</p>
<p>Questi sono solo quattro esempi del perché Stonehenge è assolutamente unica e ancora Hutton afferma: &#8220;Dal 1900, l&#8217;archeologia ha offerto un notevole contributo alla comprensione di Stonehenge: stabilire fermamente che si trattasse di una creazione della fine del Neolitico&#8221;. Sorprendente!</p>
<p>Se volete saperne di più circa la sconvolgente verità, coperta dietro il monumento più antico del mondo, realizzato dall&#8217;uomo, visitate:</p>
<p>http://www.stonehengeobservatory.com</p>
<p>Dean Talboys è un consulente analista di sistemi. Il suo libro, <em>The Stonehenge Observatory</em>, è disponibile per il download immediato in formato PDF dal suo sito web. La versione cartacea è prevista nei prossimi mesi.</p>
<p>fonte: http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=275</p>
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		<title>UN UMILIANTE SEGRETO DELL&#8217;ANTICO EGITTO. Rivelato dall&#8217;iscrizione in una tomba</title>
		<link>http://www.paleoseti.it/archeologia-di-confine/un-umiliante-segreto-dellantico-egitto-rivelato-dalliscrizione-in-una-tomba/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 20:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
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		<category><![CDATA[storia antica]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli studiosi sono convinti che gli antichi Egizi siano stati "cancellati" fuori della storia, in una delle loro più umilianti sconfitte in battaglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_112" class="wp-caption aligncenter" style="width: 298px"><img class="size-full wp-image-112" title="tomba egizia - partic." src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/08/4587-tombegit.jpg" alt="tomba egizia - partic." width="288" height="452" /><p class="wp-caption-text">tomba egizia - partic.</p></div>
<p>Dalya Alberge riferisce sui dettagli della sconfitta subita dagli antichi Egizi, da parte di un&#8217;altra superpotenza del Nilo, e su come tali dettagli siano stati tenuti nascosti.<span id="more-111"></span></p>
<p>Gli studiosi sono convinti che gli antichi Egizi siano stati &#8220;cancellati&#8221; fuori della storia, in una delle loro più umilianti sconfitte in battaglia.</p>
<p>Un&#8217;iscrizione di 3500 anni fa, conservata presso il British Museum, dimostra che il regno di Kush sudanese riuscì a distruggere i suoi vicini settentrionali.</p>
<p>La rivelazione è contenuta in 22 linee di sofisticati geroglifici decifrati da egittologi del British Museum e egiziani, dopo la scoperta avvenuta nel mese di febbraio del 2003 in una tomba riccamente decorata a El Kab, vicino a Tebe, in Egitto.</p>
<p>Vivian Davies, Custode del Dipartimento del museo dell&#8217;Antico Egitto e del Sudan, ha affermato: &#8220;Per molti versi questa è la scoperta di una vita, che cambia le carte in tavola&#8221;. Siamo assolutamente sconvolti da essa&#8221;.</p>
<p>L&#8217;iscrizione fornisce dettagli importanti, in precedenza sconosciuti, di battaglie senza precedenti &#8220;sin dai tempi di dio&#8221; ossia dall&#8217;inizio dei tempi. Gli esperti ritengono che l&#8217;umiliazione della sconfitta fosse tale, che gli antichi Egizi preferirono ometterne il ricordo dalla loro storia.</p>
<p>Le descrizioni contemporanee egiziane hanno indotto gli storici a ritenere che il regno di Kush fosse debole e in uno stato di barbarie per centinaia di anni, anche se vantava una società complessa con vaste risorse d&#8217;oro e dominava le principali rotte commerciali nel cuore d&#8217;Africa. Esso infine conquistò l&#8217;Egitto, nel secolo VIII a.C.</p>
<p>Mr. Davies, che ha guidato il progetto comune tra il British Museum e il gruppo di archeologi egiziani, ha dichiarato: &#8220;Ora è chiaro che Kush fosse una superpotenza che aveva la capacità di invadere l&#8217;Egitto. E&#8217; stata una grande invasione, che ha sconvolto l&#8217;intera regione, un evento che è rimasto privo di documenti.</p>
<p>&#8220;Hanno spaziato oltre le montagne, il Nilo, senza limiti. Questa è la prima volta che ne abbiamo la prova. Chiaramente Kush, in quel momento, conquistando l&#8217;Egitto, s&#8217;impadronì del supremo potere nella Valle del Nilo.</p>
<p>&#8220;Se si fossero limitati ad occupare l&#8217;Egitto, i Kushiti potrebbero averlo eliminato. Si sarebbe raggiunta l&#8217;estinzione della civiltà dell&#8217;antico Egitto. Ma gli Egiziani erano abbastanza resistenti per sopravvivere, e poco dopo iniziò la grande età imperiale nota come il Nuovo Regno. I Kushiti non erano interessati a prolungare l&#8217;occupazione. Essi si limitarono al saccheggio di molti oggetti preziosi, un simbolo di dominazione. Essi fecero un sacco di danni&#8221;.</p>
<p>L&#8217;iscrizione è stata trovata tra due camere interne, scavate in una tomba nella roccia, ed era coperta di fuliggine e di sporco. Gradualmente la sporcizia è stata rimossa.</p>
<p>Mr. Davies ha dichiarato: &#8220;Ho pensato che fosse un testo religioso, ma si è rivelato storico. A poco a poco, un vero e proprio racconto è emerso, un nuovo testo scritto in vernice rossa, con la lettura da destra a sinistra&#8221;.</p>
<p>La tomba apparteneva a Sobeknakht, un governatore di El Kab, un&#8217;importante capitale provinciale, durante l&#8217;ultima parte della XVII dinastia (circa 1575-1550 a.C.).</p>
<p>L&#8217;iscrizione descrive una feroce invasione dell&#8217;Egitto da parte degli eserciti kushiti e dei loro alleati del sud, compresa la terra di Punt, sulla costa meridionale del Mar Rosso. Si dice che vasti territori sono stati colpiti e Sobeknakht è mostrato nell&#8217;eroico ruolo di organizzatore di un contro-attacco.</p>
<p>Il testo assume la forma di un discorso rivolto da parte di Sobeknakht ai sopravvissuti: &#8220;Ascoltate voi, che siete in vita sulla terra&#8230; Kush è venuto&#8230; Si è mosso in tutta la sua estensione, ha sollevato le tribù di Wawat&#8230; la Terra di Punt e la Medjaw&#8230;&#8221; Esso descrive il ruolo decisivo svolto dalla &#8220;forza della grande Nekhbet&#8221;, la dea-avvoltoio di El Kab, come &#8220;forza del cuore contro i Nubiani, che sono stati bruciati nel fuoco&#8221;, mentre il &#8220;capo dei nomadi è sceso attraverso l&#8217;esplosione della sua fiamma&#8221;.</p>
<p>La scoperta spiega perché tesori egiziani, tra cui statue, steli e un elegante vasellame d&#8217;alabastro trovata nella tomba reale a Kerma, fossero sepolti in tombe kushite: erano i trofei di guerra.</p>
<p>Mr. Davies ha dichiarato: &#8220;Questo non è mai stato adeguatamente spiegato in precedenza. Ora ha un senso. E&#8217; la chiave che apre le informazioni. Ora sappiamo che sono stati saccheggiati trofei, simboli del potere di tali re sugli egiziani. Ognuno dei quattro principali re di Kush riportò tesori saccheggiati&#8221;.</p>
<p>La tomba di El Kab è stata saccheggiata molto tempo fa, probabilmente nell&#8217;antichità. Vi è abbastanza per indagare ulteriormente su un enorme sito e il Consiglio supremo delle Antichità d&#8217;Egitto ora ritiene che procedere a tali attività costituisca una priorità.</p>
<div class="txt1 floatRight"><em>di Dalya Alberge</em></div>
<p>link: <a href="http://www.timesonline.co.uk/" target="_blank">http://www.timesonline.co.uk</a></p>
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		<title>RAPA NUI, ancora grotte e cunicoli</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 15:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SimoneBarcelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia di confine]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Isola di Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Rapa Nui]]></category>

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		<description><![CDATA[Altre cavità sotterranee sull'Isola di Pasqua]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_77" class="wp-caption alignnone" style="width: 250px"><img class="size-full wp-image-77" title="Rapanui" src="http://www.paleoseti.it/wp-content/uploads/2009/08/rapanui4.jpg" alt="Moai" width="240" height="180" /><p class="wp-caption-text">Moai</p></div>
<p>La notizia, che apprendiamo dal portale <strong>ENIGMA</strong> dell&#8217;amico <strong>Enrico BACCARINI</strong>, è la recente scoperta, sull’Isola di Pasqua, zona est, di un reticolo di caverne lungo più di 6 chilometri. A partire dal 2005 e fino a qualche mese fa una spedizione composta da archeologi dell’Università del Cile e da speleologi spagnoli della Società Antxia Alfonso Bilbao ha ispezionato 45 caverne laviche, una delle quali risulta la più ampia finora individuata sull&#8217;isola, svelando una complessa rete di grotte collegate tra loro da numerosi cunicoli. <span id="more-76"></span>Alcune di queste cavità sotterranee avrebbero permesso pure l’accumulo di acqua piovana, fino a formare dei laghetti. Notevoli i reperti archeologici rinvenuti, tra cui parti di utensili destinati all’uso comune nonché interessanti petroglifi, alcuni dei quali raffigurano il viso stilizzato del dio Makemake. Considerando anche la presenza di una trentina di scheletri umani, pare certo che questi anfratti siano stati usati come rifugio da alcuni nativi nel XVI secolo per sfuggire alle lotte fratricide dei clan. A breve vi forniremo altre delucidazioni. (Simone Barcelli)</p>
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