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Nuova Zelanda – Per quasi quarant’anni, gli automobilisti che guidano fra Orewa e Silverdale sono stati intrigati da un insieme di massi sferici enormi a lato dell’intersezione che conduce alla penisola di Whangaparoa.

I massi, varianti da circa 3 a 10 m di circonferenza, erano argomento di considerevole polemica e di discussioni quando furono scoperti nel 1971. A quel tempo, si stava costruendo una nuova autostrada fra Silverdale e Orewa e l’ostacolo principale era la collina di Silverdale. Mentre il bulldozer e le altre macchine tagliavano la parte superiore della collina, incontrarono un insieme di circa di dozzina di grandi massi. Da allora in poi, il bulldozer hanno dovuto tagliare via il terreno che circonda le pietre per esporle. Successivamente i massi sono stati spostati giù al lato occidentale della collina, dove sono stati disposti in bell’ordine. Continue reading »

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Città del Messico. Chiusa alla visita dal 2004, per non danneggiarne lo stato di conservazione, la Tomba di Pakal, a Palenque, Chiapas, può essere ora visitata virtualmente tramite Internet da Agosto 2009. L’accesso alla camera funeraria del re Maya K’inich Janaab Pakal è stato programmato sul sito del National Institute of Anthropology and History (INAH): http://culturainah.org/panorama360/palenque e tramite il sito ufficiale dell’ INAH, web page www.inah.gob.mx.

Considerata una delle più importanti scoperte archeologiche del sec. XX in America, la camera sepolcrale si trova nel Tempio delle Iscrizioni e fu scoperta il 15 giugno 1952 dall’archeologo francese Albert Ruz Lhullier (1906-1979).

Al Museo di Palenque esiste una replica esatta della tomba e del suo contenuto.

La decisione di bloccare l’accesso del pubblico fu presa dopo aver constatato la deteriorazione dei resti archeologici, che cominciava a verificarsi in media dopo 50 anni di visite. Oggi, la camera funeraria presenta un eccellente stato di conservazione.

I resti di Palenque e dell’altra zona archeologica di Yaxchilan possono oggi essere visitati tramite strumenti multimediali. La pagina web include una vista panoramica a 360° che permette di ammirare ogni edificio delle due città Maya in ogni dettaglio, fornendo inoltre informazioni geogradiche, storiche, fotografie e mappe.

Palenque fu abitata tra il 100 a.C. ed il 900 d.C. Dopo le scoperte archeologiche di Albert Ruz Lhullier nel 1952 e la scoperta della tomba di Pakal, nel 1994 Arnoldo Gonzalez trovò la Tomba della Regina Rossa, forse madre o moglie di Pakal.

La visita virtuale di Palenque percorre l’interno e l’esterno dei templi De La Calavera, De La Reina Roja, De Las Inscripciones, El Palacio, Grupo de las Cruces, degli edifici XIX e XII e del campo della Pelota.

La visita virtuale di Yaxchilan descrive l’eccellente posizione di tale città, presso il Rio Usumacinta. Si possono poi ammirare la Gran Piazza, gli edifici XX e XXI e le strutture 19, 39, 40 41 e 45.

Yaxchilan fu abitata tra il 350 ed il 810 d.C.

Altre visite virtuali sul sito web dell’INAH sono quelle di Teotihuacan, Chichen Itza, Yucatan, e Tehuacalco, Guerrero.

fonte: artdaily.com

http://culturainah.org/panorama360/palenque/

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Immagine anteprima YouTube

I ricercatori dell’Università di Padova hanno trovato l’antico porto del I secolo a.C, ancora sepolto  alle spalle della laguna. L’insediamento romano, all’intersezione delle antiche via Annia e Augusta, appare nelle foto come una piccola Venezia. Nelle immagini appaiono i contorni dettagliati delle mura della città,  monumenti, teatri, edifici e strade, oltre a una complessa rete di fiumi e canali, prova dell’ingegno degli antichi abitanti per dominare la laguna. “È l’insediamento romano più vasto dell’Italia settentrionale e tra i pochi in Europa a non essere stato sepolto da città medioevali o da costruzioni moderne”, sottolinea Andrea Ninfo, ricercatore dell’Università di Padova, dipartimento di Geografia. Questa città, grande quanto Pompei (circa un chilometro quadrato), è stata abbandonata tra il quinto e il settimo secolo d.C quando gli abitanti colonizzarono le isole più a nord per fuggire dai barbari. Nel corso del tempo, le pietre e i mattoni di Altinum sono serviti per la costruzione dei palazzi e delle chiese di Venezia e le rovine sono state progressivamente sommerse dalla laguna.

Questo il link per il video pubblicato dalla BBC :  http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8177308.stm

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