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Nuova Zelanda – Per quasi quarant’anni, gli automobilisti che guidano fra Orewa e Silverdale sono stati intrigati da un insieme di massi sferici enormi a lato dell’intersezione che conduce alla penisola di Whangaparoa.

I massi, varianti da circa 3 a 10 m di circonferenza, erano argomento di considerevole polemica e di discussioni quando furono scoperti nel 1971. A quel tempo, si stava costruendo una nuova autostrada fra Silverdale e Orewa e l’ostacolo principale era la collina di Silverdale. Mentre il bulldozer e le altre macchine tagliavano la parte superiore della collina, incontrarono un insieme di circa di dozzina di grandi massi. Da allora in poi, il bulldozer hanno dovuto tagliare via il terreno che circonda le pietre per esporle. Successivamente i massi sono stati spostati giù al lato occidentale della collina, dove sono stati disposti in bell’ordine. Continue reading »

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stonehenge

stonehenge

Per oltre 50 anni gli esperti archeologici hanno perpetuato l’idea che il cerchio di pietre di Stonehenge sia stato eretto in varie fasi, nell’arco di un periodo di 1000 anni, sulla base di elementi recuperati da scavi nella prima metà del sec. XX.

Appare incredibile come il Sarsen Circle e i Trilithons, che insieme compongono un totale di settantacinque pietre, siano stati datati col metodo del radiocarbonio solo sulla base di due campioni di tessuto osseo trovati nello scavo delle fondazioni. Continue reading »

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tomba egizia - partic.

tomba egizia - partic.

Dalya Alberge riferisce sui dettagli della sconfitta subita dagli antichi Egizi, da parte di un’altra superpotenza del Nilo, e su come tali dettagli siano stati tenuti nascosti. Continue reading »

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Palacio de las Acanaladuras (Tikal)

Palacio de las Acanaladuras (Tikal)

Una nuova risposta all’enigmatica fine della civiltà Maya giunge da oltreoceano: il paleobotanico David Lentz (University of Cincinnati) e la sua equipe hanno studiato le costruzioni in legno dei palazzi e dei templi della città maya guatemalteca Tikal, dimostrando che la ragione principale del decadimento di questa gloriosa civiltà, incominciato nel IX sec. dopo Cristo, fu l’esaurimento delle risorse naturali.  Continue reading »

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sole e giove-caldo

Individuato nel sistema extrasolare, è uno dei sistemi cosiddetti “Giovi-caldi”. Ma non rispetta le leggi fisiche che li governano. E la ricerca si mette in discussione

Il sistema extrasolare è sempre più affollato. Un gruppo di astrofisici ha scoperto WASP-18b, un pianeta appartenente alla cosiddetta categoria dei “Giovi-caldi” che possiede una massa 10 volte superiore a quella di Giove e un periodo di rivoluzione inferiore a un giorno. Queste eccezionali proprietà mettono in discussione tutta la fisica che finora aveva descritto i cosiddetti Giovi-caldi, come spiegano sulle pagine di Nature i ricercatori coordinati da Coel Hellier, della Keele University (UK).

I Giovi-caldi sono pianeti del sistema extrasolare che orbitano molto vicino alla loro stella madre, dalla quale si sono originati. Numeri alla mano, mentre la Terra dista ben 150 milioni di chilometri dal Sole, i Giovi-caldi possono trovarsi anche a soli 4,5 milioni di chilometri dalla loro stella. Pianeti e stelle costituiscono una sistema binario in cui operano interazioni di diversa natura. Tra queste, ci sono le forze mareali, in grado di modificare orbite e periodi dei componenti del sistema. Secondo la teoria delle forze mareali applicata ai sistemi Giovi-caldi, i pianeti si avvicinano progressivamente alla loro stella madre sino alla distruzione. La velocità della “caduta” dipende dalla massa del pianeta, dal raggio della sua orbita e dal coefficiente di dissipazione mareale Q, ovvero il rapporto tra l’energia effettiva della stella e quella persa a causa dell’azione delle forze mareali. In base ai risultati di precedenti misurazioni, Q dovrebbe aggirarsi intorno a 105-106.
Se questa stima fosse esatta, i ricercatori hanno calcolato che WASP-18p avrebbe una vita molto più corta della sua stella madre, WASP-18. Le possibili spiegazioni a questa apparente contraddizione sono due: o i calcoli effettuati per WASP-18 sono errati e la stella ha un’esistenza eccezionalmente breve, o il suo coefficiente Q è molto più elevato di quanto si pensasse, nell’ordine di 109. Solo in questo caso, infatti, pianeta e stella madre vivrebbero nel medesimo arco di tempo. In entrambi i casi, i ricercatori ammettono la necessità di riconsiderare tutta la fisica dei sistemi Giovi-caldi. In quest’ottica, WASP-18p è un pianeta di straordinaria importanza sia per studiare le dinamiche di questi speciali sistemi binari, sia per conoscere la composizione del nucleo delle stelle, dato che il valore di Q è funzione della dissipazione di energia a opera delle forze mareali. (m.s.)

Fonte: Nature doi:10.1038/nature08245

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Città del Messico. Chiusa alla visita dal 2004, per non danneggiarne lo stato di conservazione, la Tomba di Pakal, a Palenque, Chiapas, può essere ora visitata virtualmente tramite Internet da Agosto 2009. L’accesso alla camera funeraria del re Maya K’inich Janaab Pakal è stato programmato sul sito del National Institute of Anthropology and History (INAH): http://culturainah.org/panorama360/palenque e tramite il sito ufficiale dell’ INAH, web page www.inah.gob.mx.

Considerata una delle più importanti scoperte archeologiche del sec. XX in America, la camera sepolcrale si trova nel Tempio delle Iscrizioni e fu scoperta il 15 giugno 1952 dall’archeologo francese Albert Ruz Lhullier (1906-1979).

Al Museo di Palenque esiste una replica esatta della tomba e del suo contenuto.

La decisione di bloccare l’accesso del pubblico fu presa dopo aver constatato la deteriorazione dei resti archeologici, che cominciava a verificarsi in media dopo 50 anni di visite. Oggi, la camera funeraria presenta un eccellente stato di conservazione.

I resti di Palenque e dell’altra zona archeologica di Yaxchilan possono oggi essere visitati tramite strumenti multimediali. La pagina web include una vista panoramica a 360° che permette di ammirare ogni edificio delle due città Maya in ogni dettaglio, fornendo inoltre informazioni geogradiche, storiche, fotografie e mappe.

Palenque fu abitata tra il 100 a.C. ed il 900 d.C. Dopo le scoperte archeologiche di Albert Ruz Lhullier nel 1952 e la scoperta della tomba di Pakal, nel 1994 Arnoldo Gonzalez trovò la Tomba della Regina Rossa, forse madre o moglie di Pakal.

La visita virtuale di Palenque percorre l’interno e l’esterno dei templi De La Calavera, De La Reina Roja, De Las Inscripciones, El Palacio, Grupo de las Cruces, degli edifici XIX e XII e del campo della Pelota.

La visita virtuale di Yaxchilan descrive l’eccellente posizione di tale città, presso il Rio Usumacinta. Si possono poi ammirare la Gran Piazza, gli edifici XX e XXI e le strutture 19, 39, 40 41 e 45.

Yaxchilan fu abitata tra il 350 ed il 810 d.C.

Altre visite virtuali sul sito web dell’INAH sono quelle di Teotihuacan, Chichen Itza, Yucatan, e Tehuacalco, Guerrero.

fonte: artdaily.com

http://culturainah.org/panorama360/palenque/

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Immagine anteprima YouTube

I ricercatori dell’Università di Padova hanno trovato l’antico porto del I secolo a.C, ancora sepolto  alle spalle della laguna. L’insediamento romano, all’intersezione delle antiche via Annia e Augusta, appare nelle foto come una piccola Venezia. Nelle immagini appaiono i contorni dettagliati delle mura della città,  monumenti, teatri, edifici e strade, oltre a una complessa rete di fiumi e canali, prova dell’ingegno degli antichi abitanti per dominare la laguna. “È l’insediamento romano più vasto dell’Italia settentrionale e tra i pochi in Europa a non essere stato sepolto da città medioevali o da costruzioni moderne”, sottolinea Andrea Ninfo, ricercatore dell’Università di Padova, dipartimento di Geografia. Questa città, grande quanto Pompei (circa un chilometro quadrato), è stata abbandonata tra il quinto e il settimo secolo d.C quando gli abitanti colonizzarono le isole più a nord per fuggire dai barbari. Nel corso del tempo, le pietre e i mattoni di Altinum sono serviti per la costruzione dei palazzi e delle chiese di Venezia e le rovine sono state progressivamente sommerse dalla laguna.

Questo il link per il video pubblicato dalla BBC :  http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8177308.stm

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Documentazione Paleoseti

Comunichiamo agli utenti che stiamo provvedendo ad inserire tutto l'archivio documentale del portale su Scribd. In questo modo potrete: o consultare on line o (se iscritti al sito Scribd) scaricarvi i documenti. Trovate al momento i tre numeri di TDE, la rivista elettronica di Paleoseti, degli approfondimenti dei collaboratori Simone Barcelli e ESquel, e documenti di ricercatori su ufo, ufologia, archeologia. L'archivio verrà costantemente aggiornato e non si esclude, per una più facile navigazione di implementare i documenti nuovamente sul portale.

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